La lista dei libri sotto l’albero di Natale


Dalle favole alle storie di grandi donne, dalle letture più dense a quelle più morbide: cinque titoli da non perdere


La lista dei libri sotto l’albero di Natale

Ogni volta che arriva una pausa – il Natale, l’estate, un viaggio – il mio primo pensiero va alla lista dei libri che vorrei leggere, comprare, riaprire, finire. Di seguito ne troverete una parte che passa dalle favole alle storie di grandi donne, dalle letture più dense a quelle più morbide. E se non riuscite a finirne nemmeno uno, o se passate da un testo all’altro senza alcun ordine mentale, o se addirittura li comprate sapendo già che non riuscirete nemmeno ad aprirli, non importa. Quello che conta è che la curiosità verso queste e altre storie resti attiva, e che il torpore delle vacanze sia utile a non farci dimenticare che quei libri e altri ancora ci saranno sempre e non aspettano altro che la nostra immaginazione sia pronta ad accoglierli.

Un buon Natale e una magica lettura.

Il Monaco di Mokha, Dave Eggers

 

Mokhtar Alkhanshali ha ventiquattro anni, è un americano yemenita e  di lavoro fa il portiere in livrea in uno stabile di lusso a San Francisco.Ma Mokthar è soprattutto un sognatore determinato a diventare qualcuno. E quanto per circostanze fortuite inizia ad appassionarsi all’antica storia del caffè capisce di colpo qual è la sua vocazione, anzi la sua “missione”: andare nello Yemen, visitare le piantagioni ad alta quota, aiutare i contadini a organizzarsi e trasmettere loro le sue  conoscenze con lo scopo di far rivivere la fama del caffè yemenita, che dopo secoli di gloria vanta ormai la qualità peggiore del mondo. Proprio nel momento di maggior successo, quando è sul punto di entrare nel pantheon degli esploratori ed esportatori di caffè, il paese  precipita però nella guerra civile. Piovono bombe, l’ambasciata americana chiude e Mokthar deve trovare un modo per uscire dallo  Yemen contando solo sulle sue forze e le sue speranze. Il Monaco di Mokha è un viaggio incredibile nei misteri di un’arte millenaria e la storia vera di un giovane coraggioso al caparbio inseguimento del sogno americano.

Cucinare un orso, Mikael Niemi

Corre l’anno 1852 e nel profondo nord della Svezia tuona la parola di Læstadius, carismatico pastore di origini sami che ha fondato un rivoluzionario movimento spirituale in lotta con le autorità libertine del distretto. Al suo fianco Jussi, un ragazzo lappone dal tragico passato che lui ha accolto e istruito come un figlio ma che tutti chiamano con timore e disprezzo noaidi, lo sciamano. La tensione tra il pastore e i suoi nemici sale quando una giovane serva viene trovata morta nella foresta. Il giudice Brahe dichiara subito che è stato un orso, ma Læstadius, che è anche un esperto botanico, abituato a osservare i più minuziosi dettagli del paesaggio, trova diverse tracce riconducibili a un assassino. Uomo di fede e di ragione, letterato e biologo teso a indagare la natura quanto l’anima per elevare lo spirito umano, il predicatore si fa ingegnoso detective per ricercare la verità, mentre il male che vi si annida travolge sempre più Jussi – il diverso, l’indifeso, il capro espiatorio designato – facendo vacillare ogni fiducia nella giustizia umana e divina. Le atmosfere del Nome della rosa rivivono in questo romanzo ispirato da un personaggio storico che attraverso l’istruzione e il potere della parola scritta ha cercato di dare voce e riscatto alla bistrattata minoranza sami. Visionario, crudo, lirico, pulp, con fulminanti incursioni nel sapere scientifico ottocentesco e nell’estasi mistica, Cucinare un orso ci irretisce in un universo narrativo tanto audace quanto capace di proiettarci nel cuore vivo di un’epoca e di una terra ai margini artici del mondo- eppure così vicina alla nostra – dentro una storia di irresistibile forza epica.

D’onne, Davide Oldani

Davide Oldani, sempre attento ai cambiamenti culturali che accompagnano il multiforme mondo del gusto, si chiede in queste pagine quale sia oggi il ruolo che le donne accordano con la cucina: che significato danno al cibo, alla convivialità, alla tavola? Cucinare è un impegno da conciliare con il lavoro o una passione per cui ritagliarsi un po’ di tempo? Nove donne, nove icone – da Federica Pellegrini a Malika Ayane, da La Pina a Lella Costa, da Cristiana Capotondi a Francesca Lavazza, da Patricia Urquiola a Marinella Soldi a Rosangela Percoco – dialogano in questo libro con l’ideatore della Cucina POP di cibo, famiglia e visioni, scambiandosi idee su ricette e diete, ma discutendo anche di educazione alimentare, di salute, di femminilità.

 

La copla, Ghirghis Ramal

Mustafa Jamal farebbe qualsiasi cosa per rendere la sua famiglia orgogliosa di lui e distinguersi dai due fratelli. Ogni mese invia soldi alla madre perché pensi che l’Italia sia davvero il paradiso lucente che meritava il sacrificio di abbandonarla in Egitto. Accetta persino di sposare la ragazza che la famiglia ha scelto per lui, la giovane e bella Aida, e di regalarle in patria una casa e un matrimonio da favola. Ma Mustafa Jamal, giocatore incallito, vive di bugie e schiacciato dalle contraddizioni di due mondi troppo distanti; come Luciano, il suo compagno, pianista di successo che per amore è disposto ad accettarle e portarne il peso: come Michela, l’amica appena divorziata, che si trova a dover contrastare il figlio Stefano pronto, per ribellione e per amore, ad abbracciare una fede di cui ignora troppi aspetti; o come Billy, il cugino italiano di Mustafa Jamal, aspirante imam. È un romanzo diverso, quello scritto da chi si nasconde dietro lo pseudonimo di Ghirghis Ramal, perché ha il coraggio di raccontare dall’interno, senza ipocrisie, la vita di un giovane immigrato seguendo le tracce dei suoi demoni fino al fondo di un inferno privato, che finisce per trasformarsi in tragedia collettiva. Proprio come insegna Dostoevskij, a cui l’autore si ispira dichiaratamente, restituendo così una volta di più alla letteratura il merito di indagare il nostro tempo, i suoi laceranti squilibri, le sue illusorie seduzioni.

Becoming, la mia storia, Michelle Obama

L’autobiografia intima e appassionante della First Lady degli Stati Uniti che ha ispirato il mondo. Quando era solo una bambina, per Michelle Robinson l’intero mondo era racchiuso nel South Side di Chicago, dove lei e il fratello Craig condividevano una cameretta nel piccolo appartamento di famiglia e giocavano a rincorrersi al parco. È stato qui che i suoi genitori, Fraser e Marian Robinson, le hanno insegnato a parlare con schiettezza e a non avere paura. Ma ben presto la vita l’ha portata molto lontano, dalle aule di Princeton, dove ha imparato per la prima volta cosa si prova a essere l’unica donna nera in una stanza, fino al grattacielo in cui ha lavorato come potente avvocato d’affari e dove, la mattina di un giorno d’estate, uno studente di giurisprudenza di nome Barack Obama è entrato nel suo ufficio sconvolgendole tutti i piani. In questo libro, per la prima volta, Michelle Obama descrive gli inizi del matrimonio, le difficoltà nel trovare un equilibrio tra la carriera, la famiglia e la rapida ascesa politica del marito. Ci confida le loro discussioni sull’opportunità di correre per la presidenza degli Stati Uniti, e racconta della popolarità vissuta – e delle critiche ricevute – durante la campagna elettorale. Con grazia, senso dell’umorismo e una sincerità non comune, Michelle Obama ci offre il vivido dietro le quinte di una famiglia balzata all’improvviso sotto i riflettori di tutto il mondo e degli otto anni decisivi trascorsi alla Casa Bianca, durante i quali lei ha conosciuto meglio il suo Paese, e il suo Paese ha conosciuto meglio lei. Becoming ci conduce in un viaggio dalle modeste cucine dell’Iowa alle sale da ballo di Buckingham Palace, tra momenti di indicibile dolore e prove di tenace resilienza, e ci svela l’animo di una donna unica e rivoluzionaria che lotta per vivere con autenticità, capace di mettere la sua forza e la sua voce al servizio di alti ideali. Nel raccontare con onestà e coraggio la sua storia, Michelle Obama lancia una sfida a tutti noi: chi siamo davvero e chi vogliamo diventare?

L'autore

Serena Scarpello

Serena Scarpello Direttrice Responsabile del magazine di cultura del lavoro LINC per il Gruppo Manpower, responsabile dei progetti editoriali nel gruppo di comunicazione HAVAS PR. È stata conduttrice televisiva per il canale finanziario di SKY Class CNBC. Si è laureata presso l’Università LUISS Guido Carli in Relazioni Internazionali e specializzata in Comunicazione Economica, Politica e Istituzionale. Ha studiato a Madrid e a Bruxelles. Giornalista professionista e docente di brand journalism, nel tempo libero organizza presentazioni letterarie. Nel 2017 ha pubblicato il libro d’inchiesta "Comunicare meno, Comunicare meglio” (Ed. Guerini).