Dieci lezioni per cambiare in meglio


Molti si chiedono come i CEO siano potuti arrivare al vertice di grandi aziende. Ecco qualche consiglio


Dieci lezioni per cambiare in meglio

Ma come avranno fatto ad arrivare “in cima”? Molti si chiedono come alcuni CEO siano potuti arrivare al vertice di grandi aziende. Ad esempio, è legittimo pensare che “John”, dopo essersi brillantemente laureato ad Harvard, abbia poi avuto una carriera sfolgorante in McKinsey, oppure che “Sarah”, dopo aver studiato a Stanford, abbia fondato una startup e che, nel giro di pochi mesi, sia diventata miliardaria, ovviamente in Silicon Valley. Oppure che “Donald” sia il figlio di un ricco uomo d’affari e come tale abbia avuto tutte le porte spalancate. In alcuni casi è andata così ma spesso questo modo di pensare crea solo stereotipi e leggende. Incuriosito dal titolo, ho letto il bellissimo libro “Before I was CEO” scritto dal collega e amico Peter Vanham. Peter ha chiesto a venti AD e imprenditori come hanno iniziato la loro carriera e come sono arrivati ai vertici. Sorprendentemente, molti hanno risposto con entusiasmo e le loro risposte sono né scontate né convenzionali. Ho intervistato Peter che ha condiviso con me le dieci lezioni fondamentali che sono emerse da queste intense e sincere conversazioni.

  1. Non hai bisogno di una laurea in una Università prestigiosa o di una famiglia benestante per farcela. A questo proposito, godetevi il TED talk di Regina Hartley, Direttrice HR per UPS, dove spiega che i migliori candidati sono quelli che “hanno lottato”, non quelli con il silver spoon, che hanno avuto una vita facilitata da famiglie potenti. Ad esempio, Rick Goings, il CEO di Tupperware, proveniva da una famiglia povera e non ha mai ottenuto una laurea. Eppure, è una persona straordinariamente intelligente ed empatica che, dopo aver lavorato in Marina e come imprenditore, ha costruito una straordinaria carriera internazionale in Avon e Tupperware.
  1. Credi nei tuoi talenti, interessi e abilità. Tutte le persone con cui ho parlato hanno condiviso due qualità. Innanzitutto, a un certo punto della loro gioventù, hanno acquisito fiducia nelle loro capacità. Secondo, hanno scoperto un settore o un’industria che amavano. Per David Kenny, direttore generale del supercomputer IBM Watson, osservare il primo sbarco sulla luna suscitò un interesse per la scienza. Divenne sicuro delle sue capacità solo dopo essersi applicato con successo all’Istituto Kettering, la scuola per ingegneri sponsorizzata da GM. Se penso all’Italia, non posso non citare Fabiola Giannotti che scoprì la passione per la fisica nell’osservare il cielo stellato in una sera di tarda estate in Sicilia, la sua terra d’origine. Ora dirige il CERN a Ginevra con 12.000 scienziati.
  2. Non avere fretta di salire la scala. La maggior parte delle persone, compresi uomini d’affari e donne di grande successo, impiegano tempo per costruire una carriera. Paul Bulcke, l’AD di Nestlé, trascorse i primi dodici anni della sua carriera in Perù e in Cile, lontano dalla sede centrale dell’azienda. E Jean-Francois van Boxmeer, CEO di Heineken, trascorse i primi dieci anni della sua carriera in Congo e in Ruanda, lontano da New York e Amsterdam. Questo ha permesso loro di lavorare sullo sviluppo di competenze che gli sarebbero servite più tardi nella vita: parlare in altre lingue, comunicare in situazioni di crisi e costruire team.
  3. Impara a gestire il fallimento. Gestire bene il fallimento non significa accettare il fallimento come una cosa positiva. Il fallimento, quando succede, fa star male. Ma è spesso inevitabile. Orit Gadiesh ha lavorato presso Bain & Company quando la società aveva quasi cessato l’attività a causa di problemi interni e delle pressioni del mercato esterno. Non c’era niente di divertente. Ma decise di non mollare. Alla fine, la compagnia è sopravvissuta e Orit Gadiesh è diventata presidente. Se non altro, imparare a gestire il fallimento ti porta ad essere più resiliente nella vita.
  4. Parti. A un certo punto, tutti abbiamo bisogno di lasciare la nostra zona di comfort. Viviamo in un grande mondo e abbiamo bisogno di conoscerlo studiando, viaggiando e lavorando all’estero. Quasi senza eccezione, gli AD lo hanno fatto tutti. Alcuni parlano diverse lingue. Hanno vissuto in Cina, nella Repubblica Ceca, in Cile e in dozzine di altri posti. L’esperienza all’estero gli ha insegnato come vivono e lavorano gli altri, come adattarsi alle mutevoli circostanze e come trattare con persone che potrebbero pensare diversamente da loro.
  5. Prendi le tue decisioni in autonomia, dopo aver ascoltato gli altri. Gail J. McGovern, CEO della American Red Cross e Susan Cameron, CEO di Reynolds American, sono cresciute quando erano ancora poche le donne ad avere una vera carriera. Loro l’hanno costruita comunque. I genitori di Andrew Likierman, ora decano della London Business School, avevano un’impresa familiare nel settore tessile. Steve Davis, CEO di NGO PATH, proveniva da un piccolo villaggio con una cultura da cowboy, ma i suoi interessi erano in Cina. In altre parole, segui la tua bussola, è l’unica che indica la tua direzione.
  6. Apprezza la tua famiglia. Le persone più vicine a noi sono quelle che contano di più per il nostro successo. Se hai un grande legame con la tua famiglia, coltivalo. Visita i tuoi nonni. Chiama i tuoi genitori. Chiedi consiglio a tuo zio o zia. Soprattutto, costruisci un solido legame con il tuo partner nella vita.
  7. Naviga le onde della storia. Siamo tutti parte della storia mentre questa si scrive. Il nostro ruolo individuale è probabilmente insignificante. Non possiamo rompere l’onda della storia, dovremmo guidarla. Assicurati di essere in prima linea. Nessuno ti garantisce che diventerai il prossimo Jack Ma o Steve Jobs. La fortuna gioca sempre un ruolo e ti aiuterà quando si presenterà la tua occasione.
  8. Non cercare di diventare CEO. Paul Bulcke, CEO di Nestlé, ha dichiarato: “Se ponete il vostro obiettivo a 30 anni nel futuro, come potete essere felici oggi?” Alla fine, diventerai AD e avrai passato 30 anni a non goderti il momento in cui vivi, sempre proiettato verso qualcosa che forse non succederà. Se sali troppo velocemente, potresti perdere alcuni passaggi di cui avrai bisogno in seguito nella tua carriera. Come Patrick De Maeseneire, AD della società di private equity Jacobs, che ha dichiarato: “Se vai su come un razzo, cadrai come una pietra”. Non inseguire una promozione a scapito di tutto. Fallo quando ti senti pronto.
  9. Ricorda le lezioni apprese. I vari CEO intervistati da Peter Vanham hanno ricordato molto bene quali fossero stati i momenti cruciali della loro vita e delle loro carriere e perché le decisioni prese fossero buone o cattive. Nel leggere questo libro ho imparato molte lezioni: la più importante per me è quella che insegna come la crescita personale – maturità, integrità, capacità di giudizio – non possa essere disgiunta dalla crescita professionale. “Before I was CEO” è un gran bel libro scritto con passione per aiutare a riflettere e crescere.

L'autore

Paolo Gallo

Paolo Gallo