La Davos dei cambiamenti tra lavoro, parità di genere e gestione dei dati


Tra le novità anche il “Digital Evolution Pathway” di Manpower per aiutare le aziende a digitalizzarsi


La Davos dei cambiamenti tra lavoro, parità di genere e gestione dei dati

Il vertice di Davos si è appena concluso. Già si può affermare però che questo meeting è diverso da tutti gli altri, non solo perché sono mancati i leader di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, impegnati sul fronte interno ad affrontare problemi impellenti. Ma soprattutto perché la globalizzazione per come l’abbiamo conosciuta finora non esiste più. Le guerre commerciali tra Cina e Stati Uniti, per quanto le due potenze stiano trattando, hanno posto un freno al commercio internazionale. Non c’è più un consenso generalizzato tra le nazioni sul fatto che l’economia di mercato sia il sistema economico migliore possibile. Ma questa fase di incertezza può comunque portare a qualcosa di nuovo.

Sul fronte del lavoro, innanzitutto. Il gruppo Manpower, con la sua ricerca “Humans Wanted: Robots Need You” ha smentito il mantra che l’automazione faccia calare i posti di lavoro. Ne crea di nuovi invece, posizioni che però richiedono un rinnovo delle competenze. Novità anche sulla parità di genere, tema al centro del panel diretto dal Ceo di ManpowerGroup Jonas Prising, che ha affermato: «Dobbiamo creare una cultura dove l’inclusione è un fatto cosciente: è inaccettabile che la diversità non sia presente a tutti i livelli della società». Sul tema ha poi aggiunto una precisazione anche Stefano Scabbio, presidente di Manpower Group Area Mediterraneo Nord ed Est Europa: «La diversità aiuta anche a prendere migliori decisioni dal punto di vista del mero business».  Quindi non è solo un fatto etico. Si tratta anche di una necessità per rendere più forti le aziende grazie all’uso ottimale dei talenti, che migliorano quindi anche le comunità locali e le nazioni in generale. Tra le frasi dette dal ceo Prising, una in particolare va ricordata per far emergere al meglio la leadership femminile nel mondo del lavoro: «Assumere più donne. Promuovere più donne. Perderne sempre di meno».

L’intervento del governo

Il Presidente del Consiglio

Anche l’Italia si è fatta sentire. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha tenuto un discorso in cui ha riassunto le critiche sul sistema monetario europeo, che, a suo parere, ha sacrificato sull’altare della stabilità dei conti pubblici la crescita del Pil italiano. Un fattore negativo che non ha favorito la riduzione del debito. Ciònonostante, dopo la manovra del governo che ha portato il deficit al 2,04%, ci sarà un rallentamento dell’economia italiana, in parallelo con il rallentamento globale annunciato dalla direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. Il ministro dell’economia Giovanni Tria, presente al vertice, ha rassicurato gli investitori sia su questo versante, promettendo che non ci sarà bisogno di correzioni di bilancio, sia sulle recenti tensioni con la Francia, auspicandone la “decrescita”. Ha anche aggiunto che il governo gialloverde mira a una rete unica per la banda larga tra Tim e Open Fiber per favorirne l’efficienza, premettendo però che la scelta spetta alle singole società, pienamente autonome e quotate in Borsa.

Tutela dei dati

Protagonista per la prima volta al vertice anche il ceo di Apple Tim Cook, che ha avuto un incontro riservato con il premier Conte. Per Cook, che ha visto la propria azienda in difficoltà per le ritorsioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, la priorità è cercare opportunità sia nei paesi del Golfo sia in mercati emergenti come il Brasile. Motivo per cui c’è anche stato un pranzo di lavoro con il neoeletto presidente Bolsonaro. Anche se sul contenuto di questi incontri l’azienda di Cupertino ha mantenuto il più stretto riserbo, la preoccupazione è per il trattamento dei dati. Diverse nazioni, tra cui Cina, Giappone, Germania e Sudafrica, hanno chiesto che si entri in una nuova fase della gestione dei dati personali, sui quali fino ad oggi le aziende del tech, principalmente americane, hanno avuto mano libera. Manpower ha quindi proposto alle aziende un test chiamato “Digital Evolution Pathway“, presente sul sito del gruppo dedicato a Davos: un percorso attraverso il quale si verifica se la propria impresa ha gli strumenti adeguati per far fronte alle continue evoluzioni della digitalizzazione del business. Dati i possibili cambiamenti in arrivo, preparazione e prontezza nel rispondere ai nuovi stimoli o regolamentazioni sono cruciali per sopravvivere nel mercato globale.

L'autore

Matteo Muzio

Matteo Muzio Nato a Genova nel 1985, in tasca una laurea in storia contemporanea e una tessera di giornalista professionista. Ama scrivere di economia, di cultura e di altre varie ed eventuali. Ho scritto per le pagine genovesi di Repubblica, per il Foglio, L’Espresso e il Fatto Quotidiano. Scrive per il Corriere della Sera. Mi piacciono anche i treni, l’Appennino ligure, il cibo campano. Un po’ liberale, un po’ socialista.