L’effetto volano dell’empowerment al femminile


Tredici trilioni di dollari sottratti al PIL mondiale a causa delle disuguaglianze di genere


L’effetto volano dell’empowerment al femminile

Tredici trilioni di dollari di risorse sottratte al PIL mondiale. Queste le evidenze dello spreco originato dalla disuguaglianza di genere, secondo quanto emerge da uno studio condotto dalle Nazioni Unite all’interno delle iniziative collegate ai sette Principi per l’empowerment delle donne (WEP), lanciati nel 2010, e parte integrante degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). Una vera e propria emergenza a cui sono chiamati a rispondere le grandi corporation: ad oggi, oltre 1.800 amministratori delegati di tutto il mondo hanno firmato la dichiarazione di adesione al WEP e si sono impegnati a mantenere la leadership e il miglioramento della parità di genere e dell’emancipazione delle donne all’interno delle loro aziende.

Ma la strada è ancora lunga: trasformare l’impegno in azioni concrete è cosa non semplice. UN Global Compact, UN Women, e IDB hanno ideato un “tool” di gap analysis finalizzato a fornire alle aziende un’autovalutazione gratuita, amichevole e confidenziale dello “stato dell’arte” del gender gap, per poi fornire una roadmap di implementazione di buone pratiche che possono consentire alle aziende di implementare la propria strategia di women empowerment agendo su 4 asset: la leadership, il workplace, la community e la supply chain. Delle 190 società che vi hanno aderito, poche però risultano aver tradotto con forza l’impegno in strategie attuabili insieme a obiettivi specifici e misurabili, vincolati nel tempo.

Tra le best practices spicca Swarovski che ha lanciato lo scorso anno un programma finalizzato a far progredire l’empowerment delle donne nel settore della gioielleria, nel quale le donne sono presenti in tutta la catena del valore, dall’estrazione mineraria alla produzione, dall’artigianato alla produzione su larga scala. Swarovski riconosce che promuovere l’uguaglianza e consentire alle donne di realizzare il proprio potenziale non è solo positivo per gli affari, ma ha anche un impatto positivo sulla società: “promuovere l’uguaglianza è al centro del nostro programma di sostenibilità, e non vediamo l’ora di ispirare un’azione collettiva per guidare cambiamenti positivi con questo importante progetto – ha dichiarato Nadja Swarovski, membro del Comitato Esecutivo Swarovski.

Patrick Cohen, CEO Gruppo AXA Italia

Eppure i numeri estratti dal “Cumulative Gallup Workplace Studies” già nel 2012 sono una vera call to action per i CEO: la diversità all’interno della popolazione aziendale apporta maggiore redditività (+27%), produttività (+22%) e soddisfazione dei clienti (+39%). Valori che risultano altrettanto interessanti se ridimensioniamo l’ambito ad una scala minore, ossia quelle delle start-up ad impronta femminile, fenomeno in rapida crescita anche nel nostro Paese. “Angels 4 Women”, la prima associazione italiana di Business Angel fondata a fine 2018 con l’obiettivo di valutare e supportare imprese e start-up innovative al femminile, nata in seno all’incubatore Impact Hub, indica che le start-up fondate da donne ottengono il 10% in più dei ricavi e hanno il 75% di probabilità di diventare fastest growing companies, ossia aziende capaci di overperformare gli indici di mercato.

L’Associazione è finanziata da AXA Italia che negli ultimi anni ha dimostrato grande attenzione al tema femminile grazie al coinvolgimento in prima persona del suo CEO, Patrick Cohen, che in occasione del lancio di Angels 4 Women ha dichiarato di voler dare un “impulso alla nostra strategia di empowerment delle donne, facendo leva sul loro talento e la loro capacità di innovazione per avere un impatto positivo sulla società”. Peraltro lo stesso WEP Tool conferma che proprio dalle istituzioni finanziarie arrivano i segnali più incoraggianti: banche, assicurazioni e fondi di investimento, insieme al settore industriale rappresentano le industry che hanno maggiormente adottato il modello ispirato ai principi delle Nazioni Unite, facendo da contraltare a energia, utilities e real estate, che restano in fondo alla classifica.

L'autore

La redazione di LINC