San Valentino che business (e che lavoro)


Per molti lavoratori la festa degli innamorati fa rima con turni intensi e incrementi di produttività


San Valentino che business (e che lavoro)

Nel film “Un valzer tra gli scaffali” di Thomas Stuber, in uscita oggi nelle sale, il vero protagonista delle celebrazioni di San Valentino è il lavoro. Al centro del lungometraggio quell’umanità operosa che spesso viene messa in ombra durante le grandi feste. Magari nell’illusione “che si sia tutti in vacanza”. Il film ci ricorda però che non è così e che – mentre noi festeggiamo, ci scambiamo regali o andiamo a cena – c’è chi lavora duramente. La pellicola racconta la vita frenetica degli operai tra gli scaffali di un magazzino della grande distribuzione. Una fotografia dell’esistente che, tra ‘picker’ e manager indaffarati, spinge a riflettere su quanti italiani in occasione della festa degli innamorati non si fermino neanche per un attimo. Ovvero di come per molti lavoratori San Valentino faccia rima con turni intensi e incrementi di produttività. E il motivo è semplice. Il 14 febbraio è un’occasione di business milionaria per migliaia di imprese.

Panettieri e cioccolatai

Nel solo settore food dolci e cioccolatini valgono circa 7 milioni di euro. A dirlo è uno studio della Camera di Commercio di Milano-Monza-Brianza che registra come un terzo del fatturato si realizzi in Lombardia, circa 2 milioni di cui quasi un milione a Milano. Il boom è soprattutto delle pasticcerie: per esempio le panetterie e pasticcerie milanesi artigianali segnano +20% in questi giorni grazie alla sola vendita dei dolci a forma di cuore. Tutto il settore beneficia però della festa degli innamorati. Accanto a colossi come Nestlè e i suoi Baci Perugina esportati in tutto il mondo, ci sono anche realtà piccole, medie e grandi. Le aziende impegnate in tutta la penisola sono 124 mila con differenze importanti tra le città: Roma è la città con il maggiore numero di imprese attive nel comparto, 12 mila, seguita da Milano e Napoli con 6 mila e Torino con 5 mila. A vendere di più è chi produce cioccolato e dolci.

Camerieri, magazzinieri e fioristi

San Valentino è poi la festa di chef, orafi e fioristi. Si stima che siano 12 milioni i connazionali disposti ad investire per celebrare l’amore in questa giornata. Per Codacons un buon 30% degli italiani acquisterà un semplice e tradizionale mazzo di fiori mettendo al secondo posto la gioielleria. In moltissimi però acquisteranno regali online andando così ad alimentare la richiesta di servizi per le piattaforme di e-commerce come Amazon o E-bay. Con conseguente aumento del carico di lavoro per gli addetti della logistica. Non va poi dimenticato il comparto della ristorazione e del turismo. Visto l’alto numero di prenotazioni per cene a lume di candela, niente pause per cuochi, camerieri o receptionist. In questi giorni l’aumento delle transazioni è netto. Basta pensare che per la ristorazione abbiamo toccato un + 68% dal 2016 al 2018 e per gli hotel si segnala un + 28%. Insomma tra rose, cioccolatini o un buoni piatti vale la pena chiedersi: “che San Valentino sarebbe senza lavoratori?”.

L'autore

Diana Cavalcoli

Diana Cavalcoli Laureata in Lettere, si specializza in Cultura e storia del sistema editoriale all’Università degli studi di Milano. Frequenta il Master in giornalismo Walter Tobagi ed è iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2015. Ha lavorato per Adnkronos a Milano e attualmente scrive per il Corriere della Sera occupandosi di lavoro, startup e innovazione