Fjord Trends 2019, Primavera (digitale) in anticipo


Ecco quali sono i concetti che guideranno i cambiamenti del mondo digitale


Fjord Trends 2019, Primavera (digitale) in anticipo

Gli anni appena trascorsi hanno lasciato un segno profondo sulla nostra percezione di internet, dei social network e della tecnologia in genere. Il numero di ore che passiamo connessi ai vari device ha aumentato la nostra esposizione alle notifiche, ai messaggi e alle mail, tanto da minare la nostra salute mentale e da far aumentare la domanda di “silenzio” digitale. In più, il trattamento dei nostri dati da parte delle aziende ci interessa sempre di più e chiediamo a questo proposito maggior trasparenza. Così come chiediamo a queste società di essere sempre più sostenibili. Sono solo alcune delle tendenze individuate dal report Fjord Trends 2019, elaborato dallo studio Fjord di Accenture interactive, che cerca di fissare i concetti che guideranno i cambiamenti del mondo digitale nell’anno in corso.

Cominciamo dal primo punto. Molti utenti e consumatori vogliono stare al riparo dal continuo flusso digitale, pertanto le aziende dovranno calibrare con cura il messaggio da trasmettere. «Secondo i trend da noi registrati le aziende faranno più attenzione nel parlare al momento giusto – spiega Ashley Benigno, responsabile di Fjord Italia – per questo giganti della Silicon Valley come Google e Apple hanno introdotto degli strumenti per tenere d’occhio il tempo che passiamo online sui nostri device». Quindi i brand dovranno sempre più ascoltare il messaggio che viene dal consumatore, che non vuole più sentirsi solo un ricevitore passivo di stimoli ma un soggetto con cui instaurare un dialogo costante.

Privacy

Un altro dei punti riguarda il cambio di paradigma sul conferimento dei dati personali a soggetti terzi: lo scandalo Cambridge Analytica del 2018 ha radicalmente sconvolto la concezione precedente. Gli utenti vorranno tenere sempre più al sicuro i propri dati e se possibile monetizzarli maggiormente, anche se i dati di una singola persona non hanno un grande valore, come racconta Benigno: «Parliamo di circa 12 dollari a testa, ormai non bastano nemmeno a comprarsi una pizza». Ma nonostante questo le aziende che cercheranno di ottenere i dati dovranno offrire qualcosa in cambio, che sia un bene tangibile o un servizio. Oppure cercheranno di utilizzare le informazioni in modo più smart: tenere solo l’essenziale, scartando le info inutili al raggiungimento dei propri obiettivi di business.

Aziende sostenibili

Un’altra tendenza sotto i nostri occhi è quella che vede la sostenibilità dei brand come fondamentale. Secondo Benigno: «uno studio ha stimato che il 71% dei consumatori è interessato all’impatto dei processi produttivi dei grandi brand più che ai loro prodotti». E per ottenere questo Fjord suggerisce di “trasformare i rifiuti in ricchezza”. L’annuncio del brand svedese di abbigliamento H&M di puntare al raggiungimento della completa circolarità della loro filiera produttiva entro il 2030 rientra appieno in questa tendenza. Anche Nike ha alcune linee che puntano in questa direzione, producendo scarpe fatte con materiale riciclato come gomme da masticare usate.

Mobilitá e spazi fisici

Un altro trend riguarda gli spazi fisici. Già nel report 2018 Fjord aveva individuato un ritorno di fiamma degli spazi reali nei confronti di quelli virtuali. Per questo la mobilità urbana è uno dei punti chiavi del report 2019. Per Benigno ciò che conta di più «è andare da un punto A a un punto B e le infrastrutture cittadine così come sono concepite adesso tendono a rallentarci, anche se grandi passi sono stati fatti in questo senso: con la recente introduzione dello sharing degli scooter, che si aggiungono alle biciclette e alle auto, anche una città come Milano si è adeguata al trend da noi individuato». E anche le aziende danno il loro contributo: il brand di abbigliamento Muji ha annunciato che nel 2020 i suoi minibus a guida autonoma viaggeranno nelle strade delle tre principali città finlandesi, con un design che li renderà adatti a tutte le condizioni climatiche. Ma l’utente cerca una semplificazione finale che lo porti ad avere un solo ticket che possa coprire tutta questa serie di servizi e rendere la mobilità finalmente smart.

Nel punto, indicato significativamente dal titolo “Odissea nello Spazio”, Fjord individua un altro ritorno dello spazio fisico. In un ambito da cui sembrava essere totalmente escluso: quello dell’e-commerce. La catena cinese Hema Supermarket, di proprietà di Alibaba, cerca di combinare le due esperienze, fornendo i giusti consigli e raccogliendo i dati delle precedenti transazioni di acquisto per personalizzare la propria esperienza di acquisto. In questo trend ci sono anche i nuovi flagship store della Nike, con percorsi differenziati per chi vuole scegliere il capo in loco e chi invece vuole fare in fretta.

Intelligenza artificiale

Infine, un trend che Fjord descrive come ricco di opportunità, ma non privo di rischi, è quello della realtà sintetica creabile dalle nuove tecnologie come l’AI. Certo, possono creare degli influencer virtuali come Lil Miquela, ma anche dei deep fake che possono mettere in bocca a personaggi politici parole completamente inventate, disgregando il rapporto tra percezione e realtà. Pertanto le aziende dovranno approcciarsi a questo tema con cautela, valutando bene quali possono essere i possibili abusi di questo strumento. Che ad esempio ha contribuito a ricreare l’ultimo discorso di John Fitzgerald Kennedy, quello che avrebbe dovuto tenere a Dallas nel pomeriggio del 22 novembre 1963 se non fosse stato assassinato. Grazie all’utilizzo delle sue registrazioni, il testo del discorso ha potuto prendere vita. Ma anche questo strumento di riproduzione virtuale, potrebbe prestarsi a strumentalizzazioni politiche. E contribuire a un ulteriore “tech-lash”, se non utilizzato tenendo presente i confini etici dello strumento.

L'autore

Matteo Muzio

Matteo Muzio Nato a Genova nel 1985, in tasca una laurea in storia contemporanea e una tessera di giornalista professionista. Ama scrivere di economia, di cultura e di altre varie ed eventuali. Ho scritto per le pagine genovesi di Repubblica, per il Foglio, L’Espresso e il Fatto Quotidiano. Scrive per il Corriere della Sera. Mi piacciono anche i treni, l’Appennino ligure, il cibo campano. Un po’ liberale, un po’ socialista.


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