Arriva Assessment Lab per unire talento e automazione


È lo strumento di ManpowerGroup per aiutare i lavoratori ad adattarsi all’Industria 4.0


Arriva Assessment Lab per unire talento e automazione

Robot si? Robot no? Il dibattito non sembra placarsi nonostante il calendario segni ‘Anno 2019’. I processi di automazione adottati dalle aziende non possono essere arrestati e nuovi metodi di lavoro avanzano sempre di più. La preoccupazione principale è che la presenza dell’uomo possa essere sostituita proprio dai robot. In soccorso dei lavoratori arriva Assessment Lab, di ManpowerGroup, che aiuta a individuare le giuste risorse per affrontare i cambiamenti imposti dall’Industria 4.0.

La novità è stata presentata dall’Amministratore Delegato, Riccardo Barberis, nella splendida cornice di Villa Necchi, a Milano, e all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, a Roma. “L’innovazione tecnologica è, innanzitutto, una rivoluzione umana, quindi, la ricerca delle persone è un tema che diventa scientifico. Con l’Assessment abbiamo la possibilità di incrociare le competenze delle persone con le opportunità di lavoro. Sappiamo che usando metodi scientifici, la probabilità di scegliere la persona giusta per il ruolo giusto passa dal 50% all’80%”, ha affermato Barberis.

L’Ad ha posto l’accento su un altro punto importante di questo cambiamento lavorativo: “Il nostro settore esprime oltre 200 milioni di investimenti formativi la cui metà è fatta per l’area digitale. La vera sfida del lavoro di domani è la formazione”. Psicologi ed esperti del lavoro sono alla guida di Assessment Lab per combinare hard skills e soft skills tramite processi di valutazione personalizzati. Si è parlato anche di ‘Humans wanted: robots need you’, la ricerca di ManpowerGroup, esposta a Davos nell’ambito del World Economic Forum: “La nostra ricerca fatta su oltre 20mila imprese in 44 Paesi- afferma Barberis – indica che oltre il 90% delle imprese non prevede di diminuire la propria forza lavoro a causa dell’automazione, anzi, vuole mantenerla o aumentarla. Il vero tema non è se i robot sostituiranno le persone, ma quali sono le competenze che servono”.

Tanti gli ospiti che hanno partecipato a questi due giorni: Tomas Chamorro-Premuzic, Chief Talent Scientist di ManpowerGroup, Giampaolo Grossi, General Manager Starbucks Italy Srl, Bruno Lepri, Raffaella Temporiti di Accenture, Alessandro Bugiardini di OPBG, Pierluigi Palmigiani del Gruppo Acea e altri. Particolarmente illuminante è stata la ricerca del Bureau of Labor Statistics. Uno studio presentato da Paolo Gallo, Executive Coach, autore del bestseller ‘La bussola del Successo’ e già direttore Hr del WEF oltre che contributor di LINC Magazine. Nel report si legge che l’età media dell’uomo si è allungata tanto che l’aspettativa di vita supera i 90 anni mentre in passato si attestava sui 75. Per questo, gli anni di lavoro sono aumentati e le nuove tecnologie impongono un apprendimento continuo che non si ferma più all’età scolare. Non esiste più la vita a blocchi, prima studio e poi lavoro. Da qui la necessità di continuare a formarsi. In passato su cinque posizioni di lavoro disponibili vi erano sei candidati con le skills adatte. Adesso il rapporto è di uno a uno, con la differenza che il candidato in questione non possiede le competenze necessarie per avere il lavoro. Non bisogna temere il progresso e la digitalizzazione, la chiave di volta sta nel capire come coniugare i talenti con l’automazione e ManpowerGroup fornisce tutti gli strumenti per farlo.

L'autore

Carmen La Gatta

Carmen La Gatta Giornalista dal 2010, Laureata in Scienze della comunicazione, ha poi frequentato il Master in Giornalismo a Bari. Videomaker per Alanews e IlFattoquotidiano.it, ha scritto per Il Giorno e condotto su TeleLombardia. Attualmente collabora con Radio24 e con Startupitalia.eu