3AND Factory School: l’impresa che prepara gli artigiani di domani


Dall’intuizione di due imprenditori marchigiani è nata la scuola per artigiani 4.0


3AND Factory School: l’impresa che prepara gli artigiani di domani

Trovare lavoro nei distretti manifatturieri non è più facile come un tempo. Non siamo più negli anni in cui alcune aree del Paese venivano radicalmente trasformate da alcune eccellenze locali prodotte su scala industriale con sapienza artigianale. Ma adesso il problema maggiore per le imprese di questo territorio, è trovare del personale adeguatamente formato. In tempi brevi e da docenti competenti. Che abbiano testa e cuore nell’impresa. Così, due imprenditori marchigiani, Sandro Cicconi e Andrea Remoli, hanno deciso di fondare la 3AND Academy a Porto Sant’Elpidio, nel cuore del distretto, divenuta poi 3AND Factory School dopo la partnership attivata lo scorso anno con Manpower Academy, realtà che collabora con aziende dell’IT e del manifatturiero, presenti sul territorio. Un percorso formativo dedicato a disoccupati e cassintegrati. Uno dei due fondatori, Andrea Remoli, ha commentato così: “Abbiamo già formato 114 studenti nel 2018 e realizzato 4 cicli di corsi con un forte impatto sull’occupazione”. La 3AND Factory School prevede diverse materie d’insegnamento. I corsi principali, con una durata di circa tre mesi, sono: modelleria 2D/3D, operatore tecnico operazioni laser, taglio automatizzato, corso di 3D marketer, progettazione e stampa 3D.  All’interno delle lezioni si cerca anche di assecondare le inclinazioni dei ragazzi: “Chi è più giovane mostra di essere più portato per l’uso degli strumenti informatici, mentre chi viene da esperienze pregresse normalmente è più propenso al lavoro manuale”, aggiunge Remoli. Perché la scuola non è aperta solo agli artigiani in senso stretto ma anche a chi vuole lavorare nella progettazione del prodotto, dato che sono previsti due corsi, uno più centrato sulla grafica l’altro sull’aspetto artigianale.

Gioele Pisani, 21 anni, allievo

Ma quali sono dunque queste due tipologie di studenti? Gioele Pisani, ha 21 anni e ha studiato grafica e comunicazione alle scuole superiori. Dopo un paio di anni come commesso in un negozio di abbigliamento ha scelto di percorrere questa strada: “Mi è sembrata una buona opportunità per entrare in questo mondo. Uno dei miei asset principali è che so usare molto bene i programmi di grafica e mi mantengo costantemente aggiornato su questi”. Radicalmente diverso il profilo di Simonetta Marinozzi, che di anni ne ha 37 e viene da un percorso di studi in architettura d’interni. Sin da piccola amava sia l’arte che il lavoro manuale e la 3AND Factory School le è sembrata uno sbocco naturale. “Appena ho perso il lavoro ho fatto domanda per entrare in questa scuola per completare la mia formazione. Voglio progettare un piccolo accessorio che sia tutto mio”. Ma sia Simonetta che Gioele prima vogliono entrare in azienda e poi un domani, chissà, magari diventare imprenditori in proprio. “Perché no”, dice Gioele.

Simonetta Marinozzi, 37, allieva

Ma la scuola non forma solo imprenditori, come afferma un ex studente, Alessandro Quatrini, attualmente codocente del corso di modelleria: “Noi vogliamo che i ragazzi trovino la loro strada. Noi gli offriamo quello che non possono trovare altrove, ovvero sia un sapere aziendale non mediato, ma subito spendibile nel mondo del lavoro. Vorrei trasmettere quello che è stato trasmesso a me, quando ho frequentato il corso a inizio 2018”. E le aspettative per quest’anno sono ottime, come spiega l’attuale direttore Giuseppe Vindigni, anche lui ex studente: “Io ho frequentato il corso quando era tenuto solo da due titolari e serviva per formare il personale dell’azienda. Poi lo scopo della scuola si è ampliato ed è nata la 3AND Factory School. Grazie alla collaborazione con ManpowerGroup siamo cresciuti e abbiamo ricevuto continui feedback dai ragazzi e i nostri corsi evolvono in funzione delle esigenze delle aziende: questo rende la nostra una scuola unica nel suo genere”, conclude Vindigni.

L'autore

Matteo Muzio

Matteo Muzio Nato a Genova nel 1985, in tasca una laurea in storia contemporanea e una tessera di giornalista professionista. Ama scrivere di economia, di cultura e di altre varie ed eventuali. Ho scritto per le pagine genovesi di Repubblica, per il Foglio, L’Espresso e il Fatto Quotidiano. Scrive per il Corriere della Sera. Mi piacciono anche i treni, l’Appennino ligure, il cibo campano. Un po’ liberale, un po’ socialista.