Davide D’Atri: “Serve il fuoco dentro per realizzare un sogno”


Il Ceo di Soundreef ospite del format di confronto di ItaliaCamp al LUISS Hub di Milano


Davide D’Atri: “Serve il fuoco dentro per realizzare un sogno”

Illuminante e incoraggiante. L’incontro con Davide D’Atri, Ceo di Soundreef, non può essere definito altrimenti. Ospite di #InnovareCon, il format di confronto con cui ItaliaCamp incontra i protagonisti dell’innovazione, ha risposto alle domande della direttrice di LINC Serena Scarpello e di Leo Cisotta, presidente dell’Associazione ItaliaCamp.  Al LUISS Hub di Milano D’Atri ha spiegato com’è nata l’idea di Soundreef, gestore indipendente dei diritti d’autore, le battaglie fatte contro il monopolio SIAE nel mercato musicale e la determinazione che lo ha portato a realizzare un’idea vincente legata al copyright. Un tema quanto mai attuale nella settimana in cui il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sul diritto d’autore.

“Ho fatto tanta gavetta – dice D’Atri – ho venduto cd in mezzo alla strada, ho fatto il Dj. Di tutto. Sono sempre stato nel mondo della musica, ma l’idea di Soundreef nasce in maniera noiosa. Ero all’Università, ho studiato Economia a Londra, ed ero molto interessato alle distorsioni del mondo della musica. Il mercato era organizzato con 28 SIAE per 28 Paesi. Non riuscivo a capire come fosse possibile. Ma solo nel 2011, quando ho avuto le conoscenze necessarie, mi sono buttato in questa avventura, insieme al mio socio”.

Davide D’Atri con la direttrice di LINC Serena Scarpello e Leo Cisotta, presidente dell’Associazione ItaliaCamp

D’Atri ha sottolineato l’importanza di avere nel proprio team persone che arrivino da contesti diversi e da classi sociali diverse. Soundreef è nata a Londra, per poi essere portata in Italia. Una decisione inusuale dato che molte aziende italiane hanno preferito andare all’estero per diversi motivi. “È possibile rimanere qui. Non si deve per forza andare all’estero. Noi abbiamo gli ingegneri più bravi e non dobbiamo pagarli quanto quelli inglesi perché qui la vita costa meno. Non tutte le startup, però, possono crescere in Italia. Gli investitori vogliono fatturare in breve tempo e non ce ne sono sono molti in Italia”, ha raccontato il Ceo. D’Atri non ama definire Soundreef startup né scale-up: “Siamo un’azienda, perché in Italia altrimenti non sei nessuno”. Si è discusso anche dell’incontro avuto con Mogol, presidente della SIAE: “Ringrazio i 5 Stelle che lo hanno organizzato. Credo che dopo delle battaglie importanti è giusto che, tra nemici, ci si segga ad un tavolo per il bene del mercato. Nessuno dice che la SIAE debba sparire. Liberalizzare il mercato può solo far bene. Spero si sia avviata una strada di dialogo”.

D’Atri ha spiegato che molti autori e cantanti hanno scelto Soundreef per i pagamenti molto più veloci rispetto a quelli della SIAE (da 18 a 48 mesi). L’azienda ha rivoluzionato il mondo del diritto d’autore soprattutto per l’uso della tecnologia. Non poteva non parlare del rapporto personale con alcuni dei suoi artisti: “Fedez ha una grandissima capacità imprenditoriale. Sono certo che se non fosse diventato cantante sarebbe stato imprenditore. È uno dei pochi artisti capace di fare una riunione e di dire la sua. È preparato. Ma abbiamo artisti diversissimi tra loro. Ad esempio c’è Gigi D’Alessio che ha accumulato tante ricchezze ma è una persona con cui ti senti a tuo agio, ti siedi e ci parli”.

Un momento del dibattito

Durante l’incontro si è parlato più volte di come la politica non abbia aiutato Soundreef e di come ci sia bisogno di regole certe e trasparenti nel mercato industriale del nostro Paese.D’Atri ha concluso con un consiglio ai giovani che vogliono realizzare il proprio sogno: “Devi avere il fuoco dentro e la convinzione di voler realizzare la tua idea. Prendi atto che non ti fermerai mai fino a quando non sei convinto che è davvero finita o che ci sono degli ostacoli oggettivi. Poi è importante avere un piano A, B, C, D. Devi studiare bene la situazione e vedere cosa hai intorno. Tutto quello che succede da quando parti a quando finisci non conta niente. Deve esserci sempre un equilibrio interiore. È la determinazione a provarci che per me ha contato”.

L'autore

Carmen La Gatta

Carmen La Gatta Giornalista dal 2010, Laureata in Scienze della comunicazione, ha poi frequentato il Master in Giornalismo a Bari. Videomaker per Alanews e IlFattoquotidiano.it, ha scritto per Il Giorno e condotto su TeleLombardia. Attualmente collabora con Radio24 e con Startupitalia.eu


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