Tiraboschi: “Il welfare? Deve dare risposta ai bisogni dei lavoratori”


Il Coordinatore Scientifico di ADAPT ha presentato il Secondo Rapporto sul Welfare aziendale e Occupazionale in Italia


Tiraboschi: “Il welfare? Deve dare risposta ai bisogni dei lavoratori”

Nell’epoca del 4.0 e dell’intelligenza artificiale entrata nella vita di tutti noi rimane centrale il tema del welfare aziendale come garanzia di lavoro e di diritti. Un nodo difficile da sciogliere è il problema disoccupazione: “È un tema classico, sempre a doppia cifra dalla grande crisi del 2007 in avanti”, ci ha spiegato il professor Michele Tiraboschi, in occasione della presentazione del Secondo Rapporto sul Welfare aziendale e Occupazionale in Italia. Nel corso dell’evento tenutosi alla Fondazione Feltrinelli a Milano, UBI Banca e il centro studi ADAPT hanno esposto il report Welfare for People. Presenti anche Letizia Moratti, Presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca, e il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

Michele Tiraboschi, coordinatore scientifico del centro studi ADAPT

In Italia su 100 persone lavorano solo in 58, inoltre abbiamo un esercito di chi non è nemmeno disoccupato perché non sta cercando lavoro”, ha continuato il prof Tiraboschi, coordinatore scientifico di ADAPT. “I cambiamenti demografici stanno complicando la situazione perché un terzo delle persone è già in età di pensione e si fa fatica a dare risposte al problema del lavoro. C’è anche il fenomeno del lavoro nero e del lavoro senza valore, senza mercato. C’è tanto da fare e con questo Rapporto presentiamo una piattaforma di ragionamento che metta al centro la trasformazione del lavoro e i nuovi modi di produrre che devono avere delle reti di protezione. Dobbiamo ricordarci che nella nostra Costituzione il Welfare è inserito nel titolo Terzo che riguarda i rapporti economici che devono svilupparsi nel rispetto della persona, garantendo sicurezze”.

UBI Banca è il primo istituto bancario italiano a proporre sul mercato un servizio di welfare aziendale, con una visione strategica innovativa che nasce proprio dal suo essere una banca con forti connotazioni territoriali, attenta alle esigenze delle imprese, delle famiglie e delle collettività. “Welfare è una parola importante che è stata spesso utilizzata in maniera distorta. Sotto il contenitore Welfare vanno i buoni spesa, i buoni benzina e gli interventi importanti sulla previdenza integrativa, sulla sanità contrattuale, sulla formazione e sulla conciliazione vita-lavoro. È importante orientarsi rispetto al panorama di servizi e prestazioni coperti da incentivi fiscali. Bisogna capire che il Welfare è un tema importante e significativo per dare risposte alle persone e che queste risposte devono essere su basi solide”, ha affermato il professore.

Altro tasto dolente è la comunicazione tra imprese e lavoratori: “Viviamo nell’epoca del 4.0, di tecnologie di nuovissima generazione. Sulla comunicazione facciamo fatica perché abbiamo tanti spazi che sono nuovi e privi di significato e di relazione. Dobbiamo trasformarli in luoghi che creino valore, relazione e fiducia. La comunicazione un tempo era gestita dalla voce collettiva del sindacato che oggi fa fatica ad emergere, mentre, al contempo, non si stanno sviluppando delle forme collettive di vera relazionalità e i nuovia mbienti di lavoro stanno rendendo più frammentate le relazioni”. La gamma di beni e servizi welfare per i dipendenti è molto ampia: la piattaforma UBI Welfare consente, ad esempio, di avere accesso ad una nuova cassa di assistenza sanitaria, a fondi pensione, a un network sanitario convenzionato, al rimborso di molte spese sostenute per l’educazione dei figli e la cura della propria famiglia, a beni e servizi per il tempo libero, a card e voucher per effettuare acquisti. La ricerca ha messo in luce i cambiamenti strutturali nell’ambito del lavoro e tutto si basa sull’ascolto dei bisogni delle comunità e dei territori.

L'autore

Carmen La Gatta

Carmen La Gatta Giornalista dal 2010, Laureata in Scienze della comunicazione, ha poi frequentato il Master in Giornalismo a Bari. Videomaker per Alanews e IlFattoquotidiano.it, ha scritto per Il Giorno e condotto su TeleLombardia. Attualmente collabora con Radio24 e con Startupitalia.eu