Assolavoro: “Per creare occupazione? Scommettere sulla formazione”


In occasione della festa dei lavoratori Agostino Di Maio, Dg di Assolavoro, racconta come cambia la somministrazione


Assolavoro: “Per creare occupazione? Scommettere sulla formazione”

In occasione della Festa dei lavoratori Agostino Di Maio, Direttore Generale Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, racconta a LINC come sta cambiando la somministrazione.

Agostino Di Maio, Direttore Generale Assolavoro

Quale è lo stato dell’arte della somministrazione in Italia?

«La somministrazione di lavoro è la forma di impiego a tempo determinato o indeterminato con maggiori garanzie per il lavoratore. In Italia l’incidenza è ancora sotto la media europea e subisce i contraccolpi sia della congiuntura economica, sia di una normativa recente poco avveduta».

Cosa auspica per questo 1° maggio per i lavoratori?

«Il primo pensiero e credo debba andare a chi un lavoro lo cerca e non ce l’ha. Quindi a chi lavora ma è impiegato in maniera sommersa, irregolare e senza i diritti che pure sarebbero garantiti dall’ordinamento. Quindi a tutti coloro che lavorano con l’auspicio di migliorare nel tempo la propria condizione occupazionale».

Decreto Dignità e reddito di cittadinanza sono i due provvedimenti bandiera dell’attuale governo. Qual è la vostra opinione al riguardo?

«Tutti i dati, anche quelli di fonte ministeriale, dimostrano che il Decreto Dignità se ha accelerato l’accesso a un contratto stabile per alcuni (pochi), spesso proprio con le Agenzie per il Lavoro, ha finito per far scivolare coloro che hanno competenze meno elevate ai margini del mercato, verso contratti meno tutelanti o addirittura verso il lavoro irregolare. Occorrono, quindi, correttivi urgenti, a partire da un forte ripensamento delle causali che così impostate non tutelano nessuno e generano un pericoloso turn over. Il reddito di cittadinanza può svolgere una funzione sociale per chi ha meno, ma non è una politica attiva del lavoro, di là dai proclami. Su questo terreno ci vuole ben altro, valorizzando in primis il know how e l’esperienza di chi, in Italia, fa politiche attive con successo da una ventina di anni».

E su Garanzia Giovani?

«Si tratta di una misura molto bistrattata e che invece ha prodotto alcuni risultati tangibili, seppure a macchia di leopardo. Punta a un avvicinamento tra mondi ancora distanti, quello della istruzione – formazione e quello del lavoro. In questo le Agenzie sono in prima linea da sempre e i risultati si vedono: in un anno sono 100 mila i giovani che fanno il loro primo ingresso nel mercato del lavoro attraverso i servizi delle nostre 2.500 filiali. E i dati pubblici rilevano che chi accede a una occupazione tramite Agenzia ha poi maggiori probabilità di trovare un lavoro stabile nei successivi dodici mesi».

Quali provvedimenti sarebbero necessari per aiutare l’occupazione nel nostro Paese?

«Formazione, formazione, formazione. Valorizzando i percorsi che dimostrano di funzionare: dei 270mila formati gratuitamente dalle Agenzie peri Lavoro in un anno almeno un terzo, per esempio, poi ha una reale occasione di lavoro. E lotta senza quartiere al lavoro sommerso e irregolare».

Avete lanciato una nuova campagna di informazione. Cosa volete trasmettere?

«Persiste un deficit di conoscenza del settore da parte delle famiglie e di tanti che cercano un lavoro. Sono ancora troppi coloro che non sanno che la somministrazione garantisce diritti, tutele e retribuzione tipiche del lavoro dipendente, che tutti i servizi delle Agenzie per il Lavoro per chi cerca una occupazione sono gratuiti, che le opportunità per contratti stabili sono sempre più numerose. È un percorso lungo e che richiede una collaborazione di tutti gli attori coinvolti nel mercato del lavoro. La campagna è un primo passo».

 

L'autore

La redazione di LINC