STEAMcamp, Luigi Mazza: “Così insegniamo ai ragazzi il lavoro del futuro”


Un Camp estivo che forma sulla Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica


STEAMcamp, Luigi Mazza: “Così insegniamo ai ragazzi il lavoro del futuro”

“Il 65% dei ragazzi che sono oggi a scuola farà un mestiere che non è stato ancora inventato”. Lo affermano alcune statistiche e lo ribadisce Luigi Mazza, di ItaliaCamp (Milano LUISS Hub for makers and students), durante una lunga chiacchierata in cui spiega cos’è STEAMcamp progetto che riguarda i ragazzi: “Con ItaliaCamp ci occupiamo di progetti di innovazione sociale, quell’innovazione che tende a rispondere a un bisogno della società. Questa statistica è stata per noi una la scintilla. La domanda è come facciamo quindi a formare questi ragazzi se il mestiere per loro ancora non esiste? Per rispondere abbiamo iniziato a studiare e a capire se esistesse un modello formativo che potesse rispondere a questa domanda o facilitare la formazione”.
Così si è deciso di andare negli Usa per uno Study Tour nelle Università americane: “Siamo rimasti affascinati da un percorso che gli americani chiamano Stem, acronimo di Scienze, tecnologie, ingegneria e matematica. Tornati in Italia, abbiamo rivisto il modello trasformandolo in STEAM cioè inserendo la A di Arte che valorizza il background umanistico. Il percorso è basato su 5 discipline: Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica. Si formano i ragazzi ad anticipare il futuro”.

Qual è il futuro in questo momento?
“Il mondo del 4.0 quindi la manifattura digitale, la stampa digitale 3D. Si tratta di una serie di temi che oggi dominano il mondo dell’innovazione e che un domani potrebbero dominare anche il mercato del lavoro”.

Si può parlare di mestieri che possono inventare i ragazzi stessi?
“Sicuramente con questa formazione si facilita una predisposizione. Si aumentano le empowerment e le skills, infatti, nei nostri percorsi ci sono startupper che raccontano la propria esperienza. Un principio che va molto in voga in questo periodo è quello dell’autoimprenditorialità. I ragazzi possono provare a innovare e a creare una propria attività”.

In cosa consiste lo STEAM?
“Si articola in alternanza scuola-lavoro in collaborazione con le scuole, come abbiamo già fatto con alcuni licei lombardi oppure, come faremo questa estate, si parla di un campo estivo (alla sua seconda edizione). Al Camp, che durerà una settimana, possono partecipare i ragazzi tra gli 11 e i 17 anni. Noi puntiamo a costruire un’attitudine e ad anticipare il mondo. Vogliamo anticipare per provare a capire la predisposizione di ognuno al futuro. Poi, una delle cose più apprezzate dai ragazzi è lavorare in gruppo. È una esperienza concreta per capire che significa a stare al passo con i tempi”.

Quali possono essere i lavori del futuro?
“Sicuramente sono tutti quelli legati alle materie STEM, quindi abbiamo centrato il settore. Sicuramente legati alla manifattura digitale, alla realtà virtuale e a tutto quello che riguarda il mondo del coding. Tanti anni fa c’era una concezione di scissione tra studi umanistici e scientifici, noi, invece, diamo una lettura più integrata. Crediamo che debbano andare di pari passo”.

Qual è il ruolo della scuola in tutto ciò?
“Negli ultimi anni ci sono scuole molto avanzate dove i libri di testo non esistono più e altre più tradizionali. Però tutte si adegueranno per forza perché costrette. Quando noi abbiamo parlato con le scuole le abbiamo trovate molto aperte e disponibili. Hanno trovato in ItaliaCamp un alleato e ci ha fatto tanto piacere”.

L'autore

Carmen La Gatta

Carmen La Gatta Giornalista dal 2010, Laureata in Scienze della comunicazione, ha poi frequentato il Master in Giornalismo a Bari. Videomaker per Alanews e IlFattoquotidiano.it, ha scritto per Il Giorno e condotto su TeleLombardia. Attualmente collabora con Radio24 e con Startupitalia.eu