Milano Arch Week, verso un’architettura sostenibile


Tra i temi della rassegna la sostenibilità ambientale, lo sviluppo tecnologico e le trasformazioni sociali


Milano Arch Week, verso un’architettura sostenibile

La differenza tra un ambiente e un luogo è sottile. Nell’intercapedine che passa tra l’etimologia di uno e la semantica dell’altro vi è un mondo di edifici. Non è errato affermare, quindi, che la discriminante per cui un ambiente diventa un luogo è dettata dall’impreziosimento compiuto dall’architettura stessa. Al netto delle implicazioni della psicologia dell’architettura, nuova branca di conoscenza del mondo neurale, è possibile pensare che affinché un ambiente diventi luogo è necessario l’intervento di un architetto. In passato, o comunque solitamente, tale figura professionale è confinata nel foglio bianco di una progettazione. Il che è vero, ma limitante. L’architettura, per propria natura ontologica, ha bisogno di prendere in considerazione nelle proprie ideazioni le intersecazioni dell’ambiente sul progetto e l’impatto che esso avrà sul landscape circostante.

Per questo motivo la Milano Arch Week 2019 ha avuto come titolo Antropocene e Architettura. L’intento della settimana dell’architettura era quello di esplorare la condizione attuale dell’urbanizzazione planetaria, partendo dalla considerazione che entro il 2050 i 2/3 della popolazione mondiale abiteranno in spazi urbani. Gli eventi sono stati incentrati proprio sulla relazione tra uomo e urbanistica, seguendo un po’ il ragionamento dell’incipit. Non è possibile erigere un grattacielo, senza prendersi la responsabilità dell’impatto che esso può avere sull’ecosistema. Le città sono diventate quindi punti di intersezione, flussi e reti tra artificio e natura, luoghi plasmati dal continuo logorio della civiltà, composto da una contemporanea pluralità di soggetti, individui e traiettorie.

La novità interessante di questa edizione è stata quella di aver creato un evento a stretto contatto, un po’ come se fosse uno spin-off cinematografico, o un’appendice a fine romanzo, con i temi della XXII Triennale di Milano, “Broken Nature” curata da Paola Antonelli e aperta al pubblico fino al 1° settembre 2019. I temi principali della rassegna artistica sono la sostenibilità ambientale, lo sviluppo tecnologico, i fenomeni migratori e le trasformazioni sociali. E ancora, la responsabilità individuale e al contempo pluralistica dell’impatto umano sulla natura, l’evoluzione degli organismi e la sensibilizzazione ad un contatto più consapevole verso l’ecosistema. Anche “Broken Nature” opera la stessa concatenazione categorica dell’Arch Week, mettendo in relazione questi temi con lo spazio urbano, provando ad analizzarli, talvolta, in prospettiva urbanistica e architettonica.

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Tutte queste riflessioni hanno avuto luogo in tre delle istituzioni più rappresentative per la formazione del pensiero e del dibattito sulla città: il Politecnico di Milano, nel quale si sono affrontati i temi del futuro della città da un punto di vista progettuale e architettonico, la Triennale di Milano, che ha ospitato le conferenze degli architetti invitati, e la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che ha esplorato le implicazioni sugli spazi di cittadinanza attraverso il palinsesto di About a City – Rethinking Cities. Programma ricco di collaborazioni, tra gli altri, anche dell’Ordine degli Architetti di Milano, autore di itinerari di architettura attraverso i palazzi storici della città con l’ausilio di Open House Milano 2019. La Milano Arch Week si è svolta, chissà se per caso, durante le manifestazioni del Fridays For Future che hanno riempito le strade della città con slogan e cori contro l’inquinamento globale. Ecco, riprendendo l’incipit in chiusa, l’architettura è anche questo: reinventare nuovi luoghi, maggiormente sostenibili, ancor più vivibili, cercando il più possibile di non essere complici di un lento e globale assassinio ecologico.

L'autore

Antonio Potenza

Antonio Potenza Laureato in Comunicazione, si specializza in Editoria e Scrittura presso l'Università LaSapienza di Roma. Collabora come editor con la rivista Sundays Storytelling. Ha lavorato come redattore televisivo presso il programma di Rai 3 'Tutta Salute' e per Class Editori nella redazione di Class News. Attualmente scrive per Auralcrave occupandosi di cultura, cinema, musica e letteratura.


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