Quando tutto è pop


Oggi la contaminazione ha eliminato i confini e assottigliato le distanze tra realtà e rappresentazione


Quando tutto è pop

L’arte di Banksy è nota in tutto il mondo perché è uscita dalle gallerie ed è approdata direttamente in strada per raccontare il mondo reale nel mondo reale. Mr. Brainwash è ancora più pop perché scrive che la vita è bella e si fa i selfie con il Papa più pop della storia. Un’attivista di sedici anni è diventata un’icona pop per essere riuscita a portare al centro del dibattito mondiale un tema complesso come quello del cambiamento climatico perché ha capito come superare i confini ideologici e renderlo popolare. Gli stessi hipster anticonformisti sono entrati in un processo di sincronizzazione involontaria che li ha resi pop, così come quegli oggetti simbolo di alcune categorie: il monopattino non è più degli yuppie newyorkesi, gli Air Pod non sono solo nelle orecchie di nerd privilegiati, le sneaker sono ai piedi di persone che sono tutto tranne che sportive.

I premi letterari vengono assegnati a romanzi che sono anche serie tv, le serie tv oltrepassano oceani, status sociali, settori professionali; a Cannes si parla di “Game of Thrones”. I magazine aziendali scelgono tendenze vaporwave per le loro copertine che sembrano pubblicità; il Met Gala si veste a tema (pop) Camp. Il privato è pubblico e noi siamo tutti registi (e non più solo protagonisti) di un immaginario ultra-pop. I nostri “tempi interessanti” sono tanto densi da strabordare dall’Arsenale di Venezia. «Al suo culmine la progettazione artistica celebra il mondo reale», dice Christoph Niemann, autore delle copertine del “New Yorker”, nella docuserie di Netflix “Abstract: the art of design”. In un momento storico in cui la contaminazione ha eliminato i confini e assottigliato le distanze tra realtà e rappresentazione, non è forse la scelta di essere pop, l’unica scelta possibile?

L'autore

Serena Scarpello

Serena Scarpello Direttrice Responsabile del magazine di cultura del lavoro LINC per il Gruppo Manpower, responsabile dei progetti editoriali nel gruppo di comunicazione HAVAS PR. È stata conduttrice televisiva per il canale finanziario di SKY Class CNBC. Si è laureata presso l’Università LUISS Guido Carli in Relazioni Internazionali e specializzata in Comunicazione Economica, Politica e Istituzionale. Ha studiato a Madrid e a Bruxelles. Giornalista professionista e docente di brand journalism, nel tempo libero organizza presentazioni letterarie. Nel 2017 ha pubblicato il libro d’inchiesta "Comunicare meno, Comunicare meglio” (Ed. Guerini).