Giocare con i dati


Lo sport è uno dei campi d’applicazione in cui il numero di dati è più elevato


Giocare con i dati

Un gol, un cross, una schiacciata o una meta spiegati attraverso i numeri. Difficile pensare che la massima espressione della fisicità e plasticità umana possa essere letta, a volte prevista, da un insieme di algoritmi. Tuttavia il futuro è già qui e, nello sport, l’analisi dei dati è diventata la risonanza magnetica della prestazione. Oggi attribuiamo alle parole big data una pluralità 
di significati che passano
 da un numero determinato di informazioni alle tecnologie usate per analizzarli.Un contenitore in cui è possibile trovare di tutto. In realtà il termine indica semplicemente un volume elevato di variabili che vengono processate grazie alle nuove tecnologie.

Lo sport è uno dei campi d’applicazione in cui il numero di dati è più elevato. In una partita di calcio, se dovessimo analizzare ogni singolo avvenimento in campo, dal meteo alla giocata singola del campione, ci troveremmo a dover gestire circa quindicimila eventi a match. All’aumentare del numero di dati raccolti aumentano notevolmente le difficoltà nella gestione degli stessi. Una delle metodologie utilizzate per processarli è l’intelligenza artificiale che permette di trovare risposte nelle correlazioni e interazioni che le variabili hanno tra di loro.
 Gli ambiti sono molto vari, ma se guardiamo al nostro amato calcio, si dividono in tre macro categorie:

1. Analisi performance

2. Fan engagement e Smart Arena

3. Analisi dati sanitari e psicologici.

La raccolta dati “di palla” può essere utilizzata per analizzare le performance dei calciatori, per predirne gli infortuni o i risultati sportivi (1, X, 2), per analizzare le tattiche di gioco e può arrivare ad analisi specifiche come, ad esempio, sostituire in tempo reale un calciatore perché il calo dei suoi indicatori sta riducendo l’intensità della squadra.
 Poi, in modo molto più amatoriale,sono sempre di più gli appassionati che “followano” account che forniscono dati di gioco (Opta è tra i più famosi e seguiti) e utilizzano gli spunti statistici per twittare punti di vista originali, alimentando la gara di chi raccoglie più retweet. È uno degli sport da divano più in voga e pop nel nostro Paese.

Il passo successivo, che le nuove tecnologie oggi consentono, è combinare questi numeri per ottenere delle risposte invisibili anche agli occhi più esperti, ma non per questo meno essenziali.Un esempio è la possibilità di comparare i giocatori attraverso i dati, rivoluzionando tempi e metodi di scouting. Voglio acquistare qualcuno simile allo juventino Dybala? Esistono già software come l’italianissima startup Wallabies che, in base a milioni di variabili raccolte per ogni partita, possono dirci quali sono i giocatori in giro per il mondo con le caratteristiche più simili. Abbattendo i tempi di ricerca e indicando anche un prezzo di mercato congruo rispetto alle transazioni che hanno riguardato atleti simili tra loro.

Le tipologie di raccolta sono molteplici, si va da quella “classica” attraverso video e tagging ai wearables. 
I device, come i Gps trackers, possono trovarsi nelle magliette, nelle scarpe, nei parastinchi o nella palla. Nel football americano si raccolgono dati addirittura dal paradenti. La fase di raccolta e di processo alla scoperta di informazioni (sempre presenti nei dati) ha un unico obiettivo: permettere allo sportivo di primeggiare. Il fan engagement, invece, raccoglie dati per coinvolgere il tifoso in un’esperienza che possa essere anche ludica. Non siamo lontani dal giorno in cui, attraverso un visore, un appassionato con un VR in testa potrà sentirsi Cristiano Ronaldo avendo la sua prospettiva per tutta la partita. In un incontro tra sport, intrattenimento e tecnologia che, dieci anni fa, ci sarebbe sembrato fantascienza.Complementare a questo aspetto è la Smart Arena, ovvero la costruzione di stadi sempre più all’avanguardia che permettano di raccogliere più dati possibili, per elaborare strategie di marketing più mirate ed efficaci.

Infine, dai dati medici si può estrapolare una enormità di informazioni utili alla prevenzione e tutela della salute dell’atleta, ma anche al miglioramento della sua performance. Ogni anno raddoppia il numero di informazioni che è possibile raccogliere rispetto al precedente. L’intelligenza artificiale le elabora e le trasforma in vantaggi competitivi. Siamo solo all’inizio di un campo d’applicazione sterminato, in un mercato dello sport che, secondo recenti stime Kpmg, vale 600-700 miliardi di dollari annui e all’inizio di un settore che sta già creando posti di lavoro completamente nuovi e altamente qualificati.

L'autore

Dario Donato