Aiutare l’ambiente per conquistare i consumatori


Essere green non è più un optional. Per rimanere sul mercato, bisogna diventare sempre più sostenibili


Aiutare l’ambiente per conquistare i consumatori

Essere green non è più un optional. Per rimanere sul mercato, bisogna diventare sempre più sostenibili e green. Altrimenti il consumatore si rivolge altrove. La trasformazione ecologica delle aziende non è semplicemente questione di immagine, comunque importante di fronte ai consumatori, in particolare nella fascia dei Millennials, estremamente sensibili ai temi ambientali. Chi è in grado di ridurre la propria impronta ambientale ha, inevitabilmente, in mano un business più resiliente, meno sensibile a cambi di regolamentazione e oscillazioni del prezzo dell’energia, ma è anche spinto a cercare sistemi di produzione più efficienti su tutti i fronti.

Un caso da manuale di questa trasformazione è quello della multinazionale britannica Reckitt Beckinser. L’azienda, attiva nel campo dei prodotti per la salute, l’igiene e la pulizia, nell’ambito del progetto globale “Create a Cleaner World”, ha lanciato, un progetto complessivo fondato su tre pilastri: Better Business, Better society, and Better Environment, in linea con i 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. A livello globale, entro il 2025 l’azienda mira a ridurre l’utilizzo di acqua nei processi aziendali.

Sempre per quella data, RB Hygiene Home Italia ha lanciato lo scorso gennaio il progetto #greeneRB, basato su cinque aree di intervento: prodotti sostenibili, riduzione dei consumi di acqua, partnership sostenibili, ufficio a basso impatto ambientale e mobilità sostenibile. In particolare, nell’ambito dei prodotti l’impegno punta a razionalizzare l’utilizzo della plastica: addio a quella nera, difficilmente riciclabile secondo gli strumenti attualmente disponibili, ma anche l’utilizzo di un diverso tipo di etichetta, pre-forata e dunque removibile, che permette una migliore riciclabilità dei flaconi. Tra gli obiettivi di lungo periodo dell’azienda c’è trasformare il 100% dei contenitori utilizzati in flaconi riciclabili. Ma ci sono anche degli obiettivi da raggiungere a breve, e questi riguardano proprio il funzionamento quotidiano della RB Hygiene Home Italia. A partire dall’ufficio, dove i dipendenti svolgono gran parte dell’attività lavorativa: ecco quindi nuovi bicchieri riciclabili nell’umido e addio ai classici boccioni trasparenti dell’acqua, sostituiti da fontanelle collegate alla rete idrica. Arrivano i ticket elettronici al posto dei buoni pasto tradizionali ed è stato incentivato l’uso della borraccia al posto della classica bottiglietta presa al distributore. Tutto questo dovrebbe portare alla diminuzione dell’utilizzo della plastica, all’eliminazione di quella non riciclabile, e a una riduzione dell’uso di carta e dei consumi energetici del 15% entro il 2021. Ma anche i trasporti sono stati rivoluzionati, sia per le merci (il 90% dei prodotti raggiunge la Sicilia e la Puglia via mare o via treno) che per i dipendenti. È stato introdotto nella car policy aziendale 2019 il graduale inflottaggio delle auto ibride ed è stata introdotta una tariffa agevolata per l’abbonamento (in parte sostenuta dall’azienda) ai trasporti pubblici milanesi. Infine, cercare partnership per difendere l’ambiente con l’aiuto di enti e istituzioni accademiche ed economiche per diffondere la conoscenza delle pratiche di sostenibilità e far sì che #greenRB abbia il maggior impatto possibile.

La trasformazione verde investe ovviamente tutti i settori industriali come dimostra il caso di Pirelli. Non possedendo piantagioni di caucciù né impianti per lavorarlo, da ottobre 2017 la multinazionale italiana ha deciso di approvvigionarsi di gomma naturale per i suoi pneumatici seguendo un rigido disciplinare. Si comincia con le persone di questa filiera di produzione: i loro diritti umani devono essere rispettati, sia usando rigidi standard di sicurezza sul lavoro sia garantendo che chiunque svolga un compito lo faccia secondo un regolare contratto con un orario e un salario adeguato, senza essere discriminato per motivi di razza, orientamento sessuale e motivi politici o religiosi che sono spesso un problema in alcuni dei paesi di produzione della materia prima. Strettamente legato a questo è anche la protezione delle comunità locali legate alle coltivazioni, evitando la pratica del “land grabbing” che fa sì che territori immensi diventino un’unica monocoltura con effetti deteriori per l’ambiente. Anche per questo Pirelli si è impegnata a sostenere la biodiversità, rigettando la deforestazione e l’uso del fuoco per rinnovare le colture di caucciù, conservando nel contempo le risorse, allungando il ciclo vitale degli pneumatici e aumentandone le possibilità di recupero. Sulla tenuta di questi processi viene pubblicato ogni anno un report che fornisce un rapido aggiornamento sui progressi e le difficoltà di questo disciplinare. Il green, in sostanza, non piace semplicemente ai consumatori finali, ma anche al conto economico e ai mercati borsistici.

 

L'autore

Matteo Muzio

Matteo Muzio Nato a Genova nel 1985, in tasca una laurea in storia contemporanea e una tessera di giornalista professionista. Ama scrivere di economia, di cultura e di altre varie ed eventuali. Ho scritto per le pagine genovesi di Repubblica, per il Foglio, L’Espresso e il Fatto Quotidiano. Scrive per il Corriere della Sera. Mi piacciono anche i treni, l’Appennino ligure, il cibo campano. Un po’ liberale, un po’ socialista.


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