Con Cisco a scuola di cybersicurezza, in Italia primo centro europeo


A Milano un laboratorio per la formazione e l’innovazione su sicurezza informatica e privacy. Dagli studenti alle aziende, fare cultura digitale è un’azione strategica per il Paese


Con Cisco a scuola di cybersicurezza, in Italia primo centro europeo

È stato inaugurato a fine gennaio, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, il Cybersecurity co-innovation center di Cisco. Primo in assoluto a essere attivato dall’azienda in Europa, ha come focus principale la protezione della privacy dei dati e la gestione della sicurezza informatica: due temi che, come noto, stanno diventando sempre più cruciali sia per le aziende sia per tutti i cittadini.

Iniziato con un esperimento più modesto – la thinkering zone del museo, dedicata agli studenti – il progetto si è ampliato fino ad arrivare alla creazione uno spazio riservato a ricercatori e sviluppatori, che in un contesto di open innovation possono instaurare relazioni con università, aziende e altri stakeholder del comparto digitale. Per questo è stata scelta la parola co-innovazione.

Cosa si fa in un centro di co-innovazione. Lo scopo dello spazio, ribadito anche dal senior director di Cisco Alex Goryachev nella giornata di apertura, è mettere alla prova nuove idee, soluzioni e progetti, grazie sia alla disponibilità di laboratori sia alla compresenza di figure professionali con diverse specializzazioni. Tra i temi centrali, non solo per l’Italia ma pure nel quadro globale della sicurezza informatica, ci sono la protezione delle filiere di valore e delle infrastrutture critiche nazionali, ma anche il garantire privacy e sicurezza nei servizi al cittadino. A tutto ciò si aggiunge l’enorme filone della Internet delle cose, destinato a diventare di primaria importanza negli anni a venire. Tra i primi gruppi di lavoro ospitati ci sono quelli che si occupano di criptare i dati che transitano nella fibra ottica, di servizi anti-phishing per aziende, di fermare l’enorme mole di spam via email e di monitorare i livelli delle acque nell’hinterland milanese.

Accanto alla parte di sviluppo tecnologico, che avverrà in spazi dedicati, all’interno del centro si svolgeranno anche attività pubbliche divulgative e formative sugli stessi temi, rivolte sia a scuole e studenti sia a professionisti, alle famiglie e agli appassionati di tecnologie digitali. Ad arricchire l’offerta non sarà solo il know how degli esperti Cisco, ma anche le soluzioni hi-tech come demo interattive e altre modalità digitali di nuova generazione, tra cui postazioni dimostrative e aree dedicate a incontri tematici.

La collocazione del centro all’interno del museo meneghino non è casuale. Anzitutto perché innovazione tecnologica e cultura digitale sono una componente fondamentale del piano strategico della Fondazione per il lustro 2018-2023. E poi le attività educative, i laboratori e i workshop tematici si svolgeranno anche in occasione dei più importanti eventi annuali del museo, come la Milano Digital Week, la Notte europea dei ricercatori, il festival Focus Live e l’iniziativa STEM in the City.

Una Networking Academy targata Cisco. La nuova Academy fondata in seno al museo prevede corsi di formazione dedicati ai professionisti che desiderano aggiornare le proprie competenze e ai giovani che vogliono acquisire conoscenze specialistiche. Insieme a queste attività proposte dagli esperti Cisco, per bambini e ragazzi c’è A scuola di Internet, un progetto di responsabilità sociale in cui i dipendenti dell’azienda diventano insegnanti volontari impegnati a divulgare buone pratiche sull’uso sicuro e consapevole del web. Dalla cybersicurezza vera e propria alla più generale diffusione delle competenze digitali, l’Academy si aggiunge al piano di formazione di Cisco, che ogni anno incontra 45mila ragazze e ragazzi.

Cisco inoltre è anche partner del master in Cyber Security di Experis Academy, il training center di ManpowerGroup Italia. Realizzato in collaborazione con il Clusit, ha l’obiettivo di formare esperti di sicurezza informatica che abbiano competenze a 360 gradi per prevenire, riconoscere e intervenire in modo efficace contro le minacce informatiche che interessano non solo i privati cittadini, ma anche e soprattutto le imprese e le organizzazioni.

Del resto il tema della cybersicurezza, oltre che questione culturale, è un elemento chiave per il presente e il futuro delle aziende e del nostro sistema-Paese. Già oggi la sicurezza digitale è un elemento irrinunciabile per la competitività, tanto che ciascuno dei 27 miliardi di oggetti connessi alla rete (destinati almeno a decuplicarsi con l’arrivo a pieno organico di 5G e Internet può rappresentare allo stesso tempo un’opportunità o una minaccia.

Alcuni numeri aiutano a definire il contesto: ogni giorno vengono bloccati 20 miliardi di attacchi informatici a livello globale, in Italia solo nei 6 mesi di Expo ne sono stati contati 500mila rivolti alle aziende nostrane, e in generale quasi la metà delle imprese ha rinunciato a processi di innovazione per timore di intrusioni informatiche. Proprio per questo già del 2016 Cisco aveva deciso di lanciare un programma di formazione globale da 100 milioni di dollari, distribuito in 475 progetti di 32 Paesi, fra cui anche l’Italia con i 53 progetti riuniti sotto il cappello Digitaliani, insieme a Enel e Tim.

L'autore

Gianluca Dotti

Gianluca Dotti Giornalista scientifico freelance e divulgatore, si occupa principalmente di tecnologia, ricerca, business e startup. Classe 1988, dopo la laurea magistrale in Fisica della materia all’università di Modena e Reggio Emilia ottiene due master in comunicazione della scienza. Libero professionista dal 2014 e giornalista pubblicista dal 2015, ha collaborato o collabora anche con Wired Italia, Radio24, Forbes Italia, Business Insider Italia, L’Unità, OggiScienza, Galileo e Youris.