A fianco di un lavoro istituzionale, che garantisca le basi economiche, è una buona strategia continuare a studiare e coltivare le proprie passioni. Arricchendosi così di idee e nuovi stimoli

Quanti avvocati conoscete che sognavano anche di essere scrittori? Quanti impiegati che da giovani si immaginavano una carriera nel mondo della musica? In Italia, pochi hanno il coraggio di cambiare il proprio percorso lavorativo per paura di perdere la stabilità acquisita magari in anni di sacrifici, per il timore di fallire. In alcuni casi, la risposta giusta però non è abbandonare un lavoro per seguire la propria passione, ma è provare a intraprendere due carriere contemporaneamente per ottenere benefici da entrambe.

Certo, nessuno si aspetta di avere due lavori a tempo pieno, ma affiancare a una carriera a tempo pieno, o part-time, più istituzionale – come un lavoro in azienda – , un percorso alternativo che magari abbracci la propria passione, è possibile. Ed è anche, in certo casi, la strada migliore per sentirsi più soddisfatti. Proviamo a vedere come.

Il lavoro più istituzionale è quello che dovrebbe dare le basi economiche per intraprendere la seconda carriera, che all’inizio potrebbe non essere remunerativa e partire da un’esperienza come volontari, oppure proprio solo come hobby. La storia di Marco è un ottimo esempio. Marco è un ragazzo di Milano che lavora nelle risorse umane di un’azienda importante ma che da sempre ha una spiccata vena artistica. Negli anni, senza accorgersene, ha messo da parte le tele, i pennelli, i programmi di illustrazione sul computer e ha fatto spazio agli studi di sociologia che alla fine del suo percorso gli hanno aperto le porte del mondo delle risorse umane. Il suo lavoro gli piace, e soprattutto gli dà la possibilità di pagare il mutuo di casa, le vacanze, il finanziamento della sua macchina, ma in ufficio la sua parte più creativa non trova spazio. Una sera, dopo una giornata frustrante alla scrivania, Marco ha comprato un kit base per la serigrafia, una tecnica di stampa con cui da adolescente sperimentava nella taverna dei genitori. L’investimento è stato minimo, ma da quando gli è arrivato il kit, Marco dedica qualche ora del weekend a stampare illustrazioni che disegna sul suo computer. In un anno impara tante tecniche diverse e inizia a stampare per alcuni manifestazioni culturali per il suo Paese. Poi anche piccole squadre sportive e band musicali gli chiedono di stampare le loro magliette, e alla fine da hobby, la serigrafia si trasforma in una seconda entrata economica. E Marco è sempre più soddisfatto anche in ufficio.

Con una seconda carriera, così diversa dalla prima, si ha la possibilità di unire due mondi che raramente si incontrano. Dopo aver lavorato nello stesso settore per molti anni, la nostra visione rischia di diventare piuttosto ristretta e affaticata. Lavorare con le stesse persone, gli stessi progetti e affrontare gli stessi problemi può essere monotono. Marco, per esempio, dice che da quando ha il suo piccolo studio di serigrafia, è riuscito a portare idee più originali all’interno del suo team in ufficio utilizzando delle competenze che prima non aveva, e alcuni clienti si sono interessati al suo secondo lavoro e gli hanno fatto un’ottima pubblicità.

Il networking è estremamente importante per espandersi e trovare nuove occasioni. Non è da sottovalutare l’importanza di un’altra entrata economica. Marco ora dice che quello che riesce a guadagnare con il business della serigrafia, lo mette via in prospettiva di progetti futuri, e chissà, magari un giorno proprio la serigrafia diventerà la sua carriera principale.  Quindi, intraprendere un secondo lavoro può portare diversi benefici: aiuta a esprimere una parte di sé che altrimenti non troverebbe spazio, aumenta la rete di contatti e quindi le possibilità, migliora le proprie competenze, influisce positivamente anche sulla prima carriera e dà la possibilità di un’entrata economica in più che non fa mai male.