L’AD Riccardo Barberis ci racconta come in pochi giorni il gruppo si è riorganizzato per preservare la salute di dipendenti e clienti, senza interrompere servizi e garantendo la stessa efficienza di prima.

ManpowerGroup è uno dei più importanti provider del mondo del lavoro in Italia e nel mondo, e come tutti si è trovato ad affrontare improvvisamente l’emergenza globale Covid-19, pandemia che sta rivoluzionando il modo di vivere e lavorare delle persone in tutto il mondo. Chiediamo così a Riccardo Barberis, amministratore delegato di ManpowerGroup in Italia, quali sono le strategie adottate e le priorità emerse.

“Siamo in prima linea in Italia nel fronteggiare l’emergenza del Covid-19 mettendo in atto tutte le misure idonee per proteggere la salute delle Persone, ovvero gli oltre 2000 dipendenti diretti che compongono la struttura ManpowerGroup e gli oltre 40mila indiretti, che lavorano con decine di migliaia di aziende in Italia. Senza dimenticare le aziende stesse con cui collaboriamo e i moltissimi candidati che continuano a rivolgersi al Gruppo Manpower, che opera con differenti Brand in differenti segmenti e settori”.

In questo contesto qual è il vostro approccio?

“Abbiamo attuato un Contingency Plan: un piano strutturato, che identifica le aree di intervento e fornisce soluzioni operative per garantire il più possibile la continuità del lavoro. Abbiamo condiviso, già settimane prima dei casi conclamati in Italia, informazioni puntuali rivolte a impedire il diffondersi del contagio. Da quel momento in poi abbiamo favorito lo smart working e avviato un piano di comunicazione che ci consentisse di essere sempre in contatto con tutti: lavoratori della struttura e delle nostre Filiali sul territorio, lavoratori in missione presso le aziende e le aziende clienti. Abbiamo inoltre redatto un White Paper, un report dal titolo “Il mondo del lavoro al tempo del Covid-2019”, che abbiamo messo a disposizione di tutti, in cui analizziamo l’emergenza pandemica sul fronte dei grandi cambiamenti nel mondo del lavoro”.

Come avete affrontato man mano che le settimane passavano la progressiva deflagrazione del virus e il succedersi di decreti e cambiamenti nelle regole per quanto riguarda il lavoro?

Abbiamo istituito un comitato di crisi di cui fanno parte tutti i vertici aziendali, dall’Amministratore Delegato a tutti i Direttori di funzione ai Manager delle Business Line aziendali, e una task force che ha il compito di informare tempestivamente e con chiarezza tutti gli stakeholder. Abbiamo inoltre creato campagne informative per i candidati e le aziende sui nostri siti così come sui nostri canali social. E appena esce un nuovo decreto, a qualsiasi ora, valutiamo le decisioni da prendere e comunichiamo immediatamente con lavoratori e aziende”.

Lo smart working è esploso in seguito al lockdown generale.

“Prima dell’emergenza intorno al 20% della popolazione aziendale usufruiva dello smart working, e in poche settimane siamo passati a circa 2mila persone, me compreso, e stiamo proseguendo. Abbiamo limitato le aperture delle nostre Filiali allo stretto indispensabile. La sfida era riuscire a essere comunque vicini ai lavoratori, ai candidati e alle aziende, garantendo la continuità operativa, pur lavorando da remoto. In questo ci ha molto aiutati l’esperienza digitale maturata in questi anni. ManpowerGroup si è dotata da tempo dei più innovativi strumenti per tutto il ciclo del Talento in azienda, ognuno dei quali è supportato da soluzioni digitali: ricerca, selezione, reclutamento, test e assessment on line, valutazione, formazione, assunzione, gestione, consulenza talent & career. E in un momento come quello attuale l’accelerazione sulla tecnologia è massima ed è stata estesa a tutti i livelli dell’organizzazione. Stiamo inoltre avviando iniziative di coaching per chi lavora in smart working ai tempi del coronavirus e più in generale anche oltre l’emergenza. In passato si è parlato tanto di “work-life balance” ma ora che il “work” è entrato nel “life di casa”, il vero equilibrio consiste nell’affrontare il cambiamento e trovare una tranquillità emotiva”.

Molte aziende però si sono trovate impreparate ad affrontare questo incremento improvviso di smart working, e più in generale hanno dovuto adattarsi a nuove modalità di lavoro e nuovi modelli di leadership.

In questi giorni di elevata incertezza, la capacità di modificarsi e reagire è un requisito indispensabile per la vita dell’impresa. Attraverso le nostre linee di business offriamo soluzioni integrate con percorsi che vanno dal Leadership assessment, perché oggi più che mai c’è bisogno di leader coraggiosi, che sappiano riprogrammare nel breve periodo, all’E-Learning, ad esempio proprio sul Remote Working. Abbiamo anche sviluppato un chatbot, un assistente virtuale che aiuta le persone a utilizzare al meglio tutti gli strumenti tecnologici aziendali in maniera corretta. Senza dimenticarci della sicurezza, perché abbiamo visto che in questo periodo di emergenza crescono anche i cyber attacchi. La protezione e il trattamento dei dati, la sicurezza di reti, piattaforme e siti, il costante aggiornamento dei propri sistemi informatici, sono temi centrali per le imprese di tutte le dimensioni che vogliono essere competitive. Tutti ambiti in cui Experis, la società del Gruppo specializzata in Project Solutions in particolare sull’IT, fornisce consulenza e servizi di massimo livello”. Su tutti questi temi abbiamo organizzato cicli di webinar accessibili a tutti, sia per le aziende, sulla Leadership e sulle soluzioni IT, sia per i candidati, con incontri online e vere e proprie masterclass su svariati argomenti.

In che modo riuscite a essere vicini anche ai settori che hanno in questi giorni più bisogno e sono considerati essenziali al funzionamento del Paese?

“Stiamo continuando a supportare le aziende sanitarie e gli ospedali che ci stanno chiedendo Operatori Sanitari per potenziare i loro reparti, a oggi stiamo ricercando oltre 800 professionisti in tutto il territorio nazionale. Il nostro team di selezione lavora insieme alla struttura amministrativa dedicata per offrire la massima reattività sia nella ricerca e selezione dei profili, sia nello stipulare i contratti. Lo stesso avviene per altri settori che sono in questo momento in una fase di stress come la Grande Distribuzione, la logistica per l’e-commerce, la farmaceutica e insomma tutti quei comparti essenziali che vanno supportati. Con la nostra Fondazione HAI abbiamo, poi, anche sviluppato un progetto no profit per dare aiuto alle persone che lavorano negli Ospedali in queste ore, costrette a turni molto prolungati, a convivere con l’emergenza e il rischio, e per supportare gli Ospedali stessi, per i quali abbiamo istituito una raccolta fondi per l’acquisto di macchinari indispensabili”.

Per molte aziende ora c’è anche da capire come avere accesso agli ammortizzatori sociali. E poi va pensato il dopo, la ripresa.

“A questo proposito, per fare un po’ di chiarezza sulle nuove misure a sostegno del lavoro introdotte del governo abbiamo organizzato dei webinar con Il professor Raffaele De Luca Tamajo sul Decreto Cura Italia, proprio con particolare attenzione all’aspetto di ammortizzatori sociali. E su questi temi oggi cruciali dedicheremo sicuramente altri incontri tecnici, oltre al nostro canale online, in modo da fornire strumenti e informazioni preziose”.