Con la ripartenza post pandemia, leader, manager e tutti i lavoratori avranno bisogno di nuove competenze umane. Il collante? Il senso della Ricostruzione condiviso

E così, tra un Lockdown e un Droplet, un’Ordinanza e un Decreto, e, soprattutto, tra una Pandemia e un “Graduale ritorno alla Normalità”, normalità che non ci è mai sembrata tanto trasgressiva, noi Quarantenati dovremo raggiungere gli altri che si sono sacrificati per noi là fuori e si dovrà, prima o poi, riprendere a lavorare tutti insieme. Ma soprattutto a lavorare per davvero. Intendiamoci, non che lo Smart Working non sia un lavoro, anzi, abbiamo potuto constatare di persona, sia pur collegati in chat, zoom o videocall, che potrebbe essere la soluzione per un futuro non troppo lontano   ma fino ad allora dovremmo ancora vedercela tra di noi: anche se distanti un metro e ottanta gli uni dagli altri, ma di Persona. Non essendo un virologo -non credo ne esistano di ipocondriaci come il sottoscritto – e nemmeno un economista, non mi azzarderò a fare previsioni sulle precauzioni da prendere o sui portafogli da ricostruire. Ma, occupandomi di persone da motivare, interessare e far sorridere, mi piacerebbe analizzare le competenze Umane (molto più utili e durature delle sole Risorse) che saranno necessarie nella fase Post Virale del lavoro che ci aspetterà al rientro.

Chi comanda, ovvero Leaders e Managers, vedranno il proprio ruolo stravolto dagli eventi che abbiamo vissuto. Rientrare dopo uno o due mesi, stavolta, non sarà come tornare a settembre dalle ferie, e si rivelerà terribilmente complicato. Avremo ben poca voglia di raccontarci, durante la pausa caffè da consumare a turno distanziati di metri gli uni dagli altri e con le mascherine sulla faccia, i viaggi di fantasia fatti sul divano. Ecco che qui i Leaders dovranno dimostrare la loro Autorevolezza che tranquillizza e dimenticare l’Autorità che incute timore e reverenza e che in tempi come questi, risulta inopportuna e non premia quasi mai. Ai Managers invece potrebbe venir richiesto di sacrificare un poco della loro proverbiale Efficienza per aiutare persone stressate da una lunga quarantena a ritrovare gradualmente il senso dell’Efficacia, ovvero il piacere di “fare le cose”, assistere alla loro crescita e vederle implementare davanti agli occhi e non solo in Zoomconference o “via mail copia per conoscenza”. Insomma cercare di stare nei Tempi, rispettando i nuovi Metodi che la situazione ci imporrà, facendo cioè il lavoro letterale del Manager (dal francese Manager ovvero “Maneggiare”).

Serviranno nuovi profili anche per chi è chiamato a eseguire, in prima linea: Non più Meri ma Veri esecutori, coinvolti nei processi dall’inizio alla fine, dato che non ci sarà credo più molto spazio per Assistant Manager o Vice capoufficio in strutture rese molto snelle dalla cura dimagrante imposta dal web e dalle vacanze forzate a cui il virus ha costretto il mondo intero.

Approfittiamo della Pausa per fare un onesto inventario delle nostre Competenze. Se scoprissimo di averne poche e obsolete, forse sarà il caso di riflettere su un indicatore importante: il Tasso di Indispensabilità.Are You Indispensable?” è il sottotitolo inquietante di “The Linchpin”, un saggio di Seth Godin, guru mondiale del marketing, per cui meglio porsi da soli la domanda prima che se la faccia qualcun altro per noi o, peggio ancora, su di noi.

E infine, per chi si occupa di relazioni con i Clienti, si potrebbe sfruttare questa occasione di Ripartenza per passare dal CRM Customer Relationship Management al CCG Customer Care Giving, ovvero cercar di stabilire una nuova relazione cliente/addetto, facendo sentire chi compra vicino a chi vende nonostante la distanza imposta e i filtri vari. Facendolo sentire insomma prima una Persona più che uno strumento per raggiungere il budget. Si tratterebbe, più semplicemente, di cambiare approccio mantenendo i rispettivi ruoli. “Educare” i clienti alla Gentilezza dovrebbe essere il primo step, ma per farlo bisogna prima considerarli clienti e non numeri o utenti o fruitori di servizi. Subito dopo sviluppare la Proattività, che tornerà utilissima nei primi tempi, in cui nessuno potrà dirci come sbagliare e dovremo farlo da soli assumendocene parte della Responsabilità, quella stessa responsabilità che si è rivelata vincente per chi l’ha mostrata osservando in questa quarantena le Regole (per poi magari discuterle a emergenza passata). Chi l’ha fatto, a mio avviso, sarà agevolato al rientro, perché avrà già capito che stavolta questo piccolo ma grande gesto lo ha salvato non dal licenziamento o da eventuali sanzioni, bensì da conseguenze più gravi e potenzialmente fatali. Il Collante di tutto? Il Senso della Ricostruzione condiviso. Quello, per intenderci, che ha animato gli Alpini a Bergamo, che insieme ai medici militari russi e agli Ultras dell’Atalanta (e pare che si capissero perfettamente tra di loro) hanno messo in piedi un ospedale vero e proprio in dieci giorni. Siamo avvantaggiati ad avere la proattività sensibile e generosa nel DNA Nazionale, perciò basta solo riscoprirla e applicarla anche nel lavoro (e ce ne sarà da fare) senza dover essere per forza in emergenza. Il finale lo dedicherei all’Automotivazione, una forma di autosostegno indispensabile per contenere la Fatica e stimolare l’Entusiasmo, che tradotto in un proverbio sarebbe passare da: “Aiutati che il Ciel ti Aiuta” ad “Aiutati e basta”, senza aspettarti nulla dal cielo. Se non la possibilità di ammirarlo ogni mattina all’alba o alla sera al tramonto respirandone appieno la Bellezza per troppo tempo negata.

Non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.”
Nelson Mandela