Il gruppo che produce cappe da cucina ha lanciato un’iniziativa davvero innovativa: una radio sul web, con contenuti originali, interviste, informazioni. Perché nessun collaboratore si senta abbandonato in questi tempi di emergenza

Mauro Sacchetto, amministratore delegato del gruppo Elica (cappe da cucina, piani cottura aspiranti e motori per caldaie), non ha dubbi: “L’emergenza sanitaria da cui stiamo uscendo ci ha fatto capire che la comunicazione interna è la leva più importante per gestire il capitale umano. E le iniziative tipo Radio Elica, il podcast e lo smart working saranno utilizzate sempre di più anche nei mesi e negli anni futuri”.

Il gruppo, quotato in borsa dal 2006 e con un fatturato 2019 di 480 milioni di euro, ha 3.800 dipendenti sparsi nel quartier generale di Fabriano (nelle Marche) e nelle filiali in Cina, India, Polonia, Giappone e Messico. È stato tra i primissimi ad affrontare il Covid-19, nella sede cinese chiusa già all’inizio di gennaio. Poi, quando la situazione si è aggravata in Italia, ha provato subito a cercare rimedi per mettere in sicurezza il personale (modificando le distanze interpersonali, riorganizzando la mensa in tre turni da 20 minuti con una sola persona per ogni tavolo, dotando tutti di mascherine, gel, e sanificando gli ambienti) e per motivarlo e tenerlo unito: “Il 10 marzo”, continua Sacchetto, “abbiamo sottoscritto una polizza sanitaria Covid-19 per tutti i nostri dipendenti. E, poiché dal 9 marzo tutti i siti produttivi erano chiusi tranne quello dei motori per caldaie, abbiamo consolidato la piattaforma in smart working sulla quale avevamo già investito molto nel 2019 per supportare molti accessi in totale sicurezza”.

Come avete pensato al lancio di Radio Elica, con un palinsesto bisettimanale molto ricco e vario?
“Con la gran parte del personale in smart working abbiamo cercato uno strumento per tenere tutti uniti, collegati e informati. All’inizio ogni giorno mandavamo una mail raccontando le decisioni prese quotidianamente. Ma ci siamo subito resi conto che le persone, in Italia, necessitavano di uno strumento più dinamico: ecco Radio Elica, una vera e propria radio interna che, attraverso il web, propone contenuti originali, interviste, rubriche di servizio, con il coinvolgimento dei vertici dell’azienda on air in modo che tutti i collaboratori capiscano cosa stiamo facendo. Nessuno si è sentito abbandonato”.

Intanto la pandemia è arrivata in tutto il mondo. Radio Elica avrà anche versioni per la vostra forza lavoro all’estero?
“Beh, al momento in Italia le produzioni sono riprese, ma abbiamo ancora un 40% dei dipendenti in smart working o in cassa integrazione. In Europa la gran parte della forza lavoro è in smart working, formula che stiamo usando molto pure in Messico e, in parte, in India. Quindi adesso stiamo pensando a una versione internazionale di Radio Elica, in inglese, per tutte le nostre sedi, anche dopo la pandemia. Magari sarà una versione più asciutta, con un solo aggiornamento settimanale e alcuni podcast. Ma è una formula che è servita ed è piaciuta tantissimo”.

Anche lo smart working ha funzionato bene, nonostante in Italia ci fossero così tante perplessità in passato…
“Vero. Lo smart working ha aumentato l’efficienza, si risparmiano i tempi per i trasporti da e per il posto di lavoro, c’è una motivazione più alta e si gestiscono meglio le proprie questioni personali e famigliari. Il segreto, però, è dare obiettivi specifici misurabili settimana per settimana. Solo così perde di senso il controllo diretto. Di sicuro lo smart working è una lezione che non dobbiamo dimenticare: ci ha salvato la vita, consentendoci di chiudere i primi tre mesi del 2020 con ricavi in calo di appena il 5% e con un utile in crescita”.

Ma prima della emergenza sanitaria Elica utilizzava già lo smart working e c’era la possibilità di fare comunicazione interna e formazione online?
“Come detto, Elica aveva già una piattaforma hardware di smart working bene avviata. Però l’uso era sporadico. Diciamo che il momento più importante di comunicazione interna era il leadership meeting una volta al mese, in cui tutte le funzioni incontravano i dirigenti. Ora, invece, si moltiplicano gli incontri live in smart working, siamo diventati bravissimi a condividere da remoto documenti, presentazioni. Con risultati talmente positivi che adesso, anche se la gran parte dei dirigenti è tornata in azienda, abbiamo deciso che la prima riunione mattutina la facciamo comunque in smart working da casa”.