Annunciati per il 2021, i nuovi Ray-Ban sono frutto di un’alleanza tra Facebook ed EssilorLuxottica.

Insomma, ci si riprova con più attenzione all’estetica, senza naturalmente dimenticare la tecnologia. Promette di essere diversa nella forma, forse anche più che nella sostanza delle funzionalità, la generazione di smart glasses in arrivo nei mesi a venire. Puntando, più che sull’innovazione, sulle linee tradizionali dell’occhiale di sempre. E ciò rappresenta un cambio di mentalità e di approccio, soprattutto nell’affacciarsi sul mercato, sulla scorta del risultato tutt’altro che entusiasmante raggiunto dal 2014 a oggi da Google Glass e competitor vari.

Cosa fa un occhiale intelligente e perché ha senso che sia bello

Proprio perché è un gadget ancora poco diffuso, può valer la pena di fare un piccolo riepilogo. Gli smart glasses, proclamati ‘intelligenti’ da chi li ha realizzati, sono un dispositivo indossabile (all’inglese, un wearable) che ha l’aspetto di un paio di occhiali ma le funzionalità di uno smartphone. La lente diventa quindi uno schermo semitrasparente su cui si possono vedere messaggi o applicazioni, e soprattutto sovrapporre immagini digitali alla realtà fisica che ci circonda. In altre parole, gli smart glasses sono uno degli oggetti sui quali dovrebbe concretizzarsi il filone della realtà aumentata e della realtà virtuale. Con applicazioni che spaziano dalla navigazione in città ai videogiochi in stile Pokémon GO, dalle guide turistiche alla simulazione di arredamento d’interni.

Uno dei limiti principali che finora ha creato un collo di bottiglia alla diffusione degli smart glasses – insieme al fatto che si tratta di una tecnologia ancora prematura, al prezzo relativamente elevato e alle difficoltà nel comunicarne l’utilità quotidiana – è che il loro aspetto è generalmente diverso rispetto a quello di un normale paio di occhiali. Rendendo le persone che li indossano piuttosto somiglianti a cyborg.

Ecco allora la possibile strategia: costruire la prossima generazione di occhiali intelligenti partendo dall’estetica classica, quella indossata da milioni di persone solo in Italia. Con uno scopo duplice, ossia da un lato rendere gli smart glasses un dispositivo non solo da nerd ma anche alla moda (e per questo desiderabile da indossare), poi dall’altro di “cambiare il modo in cui le persone guardano il mondo” in realtà aumentata senza però cambiare il modo in cui le persone vengono viste dagli altri.

Il caso italo-franco-statunitense

L’occasione che ha riportato gli smart glasses all’attenzione mediatica, dopo un periodo un po’ in sordina, è l’annuncio di un’inedita alleanza tra Facebook e EssilorLuxottica. Il colosso dei social network guidato da Mark Zuckerberg ha infatti unito le forze con la società nata nel 2018 dalla storica fusione tra l’italiana Luxottica (che fa gli occhiali) e la francese Essilor (che fa le lenti). È stato lo stesso Zuckerberg a darne l’annuncio a fine estate in occasione della settimana conferenza aziendale annuale dedicata agli sviluppatori, Facebook Connect, in modalità per la prima volta digitale e pubblica.

Ancora pochi, a dire il vero, i dettagli. Si sa che i contatti tra le due aziende sono iniziati già a maggio del 2019, quando Zuckerberg venne in Italia a visitare gli stabilimenti Luxottica, e che il primo modello di smart glasses a nascere da questa partnership pluriennale sarà targato Ray-Ban. La data indicativa di avvio della produzione è il 2021, ma non sono note le funzionalità, il periodo di debutto sul mercato, il prezzo, il nome e le caratteristiche. In pratica, c’è solo un video evocativo-promozionale.

Naturalmente Facebook ci metterà la tecnologia – hardware e software – mentre EssilorLuxottica penserà al design, alla montatura e alla corretta interazione con l’occhio umano. L’unica anticipazione svelata da Zuckerberg, ben poco utile a capirci di più, è che “saranno molto belli”. Sappiamo però che proprio tra i dipendenti Facebook è in corso uno studio sperimentale sui wearable, chiamato Project Aria, attraverso cui un centinaio di persone proveranno gli occhiali e ne testeranno il funzionamento. L’azienda ha comunque garantito che solo i dati utili allo sviluppo e al miglioramento della soluzione saranno analizzati, mentre qualunque informazione sensibile verrà cancellata o anonimizzata.

Il resto del mercato

In arrivo potrebbero presto esserci ulteriori novità. Negli anni scorsi si era vociferato di una analoga alleanza tra EssilorLuxottica e Google per la produzione di una nuova linea di Google Glass, ma al momento tutto il progetto risulta sospeso. Potremmo però trovare in commercio una versione di occhiali intelligenti targata Apple, e pure Snap (l’azienda che controlla il social network Snapchat) ne ha già annunciato un modello in acciaio inossidabile.

E questo solo per restare tra i big. Ci sono poi una miriade di aziende e startup che si sono lanciate sullo stesso mercato, a volte correndo da sole e altre in alleanza con aziende più strutturate. A tutti è ormai chiaro, però, che il design minimal e l’integrazione della tecnologia all’interno delle linee e delle forme esteticamente gradevoli a cui siamo abituati sono diventate condizioni a cui non si può più rinunciare.