Jacob Morgan, autore di quattro best seller, speaker fisso delle Ted Talks ed esperto internazionale di leadership, ha appena pubblicato il suo nuovo libro: “The Future Leader”

La leadership è sempre stata un concetto dinamico e i prossimi mesi promettono di portare sfide nuove di zecca. Il mondo post pandemia, le nuove tecnologie, il cambiamento, il reskilling, l’attrazione di talenti, l’empatia: sono solo alcune di quelle che si prospettano al leader 2021, che dovrà quindi essere un po’ esploratore, un po’ teenager tecnologico e anche un po’ simile a Yoda di Star Wars.

Almeno, la pensa così Jacob Morgan, autore di quattro best seller, speaker fisso delle Ted Talks ed esperto internazionale di leadership, che ha appena pubblicato il suo nuovo libro intitolato, appunto, “The Future Leader”. Per scriverlo ha intervistato più di 140 top Ceo di tutto il mondo, a capo di aziende come Audi, Mastercard, Unilever, Oracle, SAP, Best Buy, Verizon e molte altre. A tutti loro Morgan ha sottoposto una serie di domande riguardo alle competenze e ai mindset necessari a loro avviso per affrontare le trasformazioni dei prossimi dieci anni. Da queste interviste è nata la Notable Nine, composta dai 4 principali mindset e dalle 5 principali competenze che i leader del futuro devono assolutamente possedere.

Pensare come un cittadino globale… oppure uno chef

Il punto di partenza per ogni cambiamento è, dice Morgan, il giusto mindset, cioè la mentalità corretta che bisogna adottare. In un contesto mutevole come quello del post pandemia, secondo l’esperto per un leader del 2021 sarà fondamentale abbracciare la diversità per riaprirsi al mondo dopo mesi di confini, ma anche essere in grado di porsi a servizio dei propri team. Ecco quindi i quattro modelli secondo l’autore statunitense:

  1. Cittadino globale. Il mondo sta diventando sempre più connesso, il che significa che le aziende possono ricercare dipendenti e clienti potenzialmente in tutto il mondo. Per farlo occorre però che il leader del futuro abbia un approccio da cittadino globale: deve essere in grado di abbracciare la diversità e creare team inclusivi, con membri dai background diversi.
  2. Servitore. È un concetto che si distanzia parecchio dal vecchio modo di intendere la leadership, come vertice della compagnia. L’idea del servitore è quella di un leader capace di umiltà, che si mette a servizio del suo team e dei suoi clienti.
  3. Chef. Come i grandi cuochi devono trovare un equilibrio fra tutti gli ingredienti, così i leader devono saper bilanciare gli elementi più essenziali del fare business nel ventunesimo millennio: umanità e tecnologia. Significa saper adottare le novità del tech per aumentare l’efficienza del lavoro continuando però a prendersi cura delle persone.
  4. Esploratore. I leader del 2021 avranno bisogno di essere come esploratori e andare in cerca dell’ignoto. Devono essere aperti a nuove idee e al cambiamento intorno a loro. Il mantra deve essere: apprendimento continuo e curiosità.

Le competenze arrivano da cinque figure da imitare

La questione delle competenze che un leader deve possedere per Jacob Morgan può essere risolta guardando a cinque figure-tipo da imitare. Ciascuna ha le sue qualità specifiche e ognuna di esse delinea i tratti di un Ceo o un manager che dovranno continuamente trovare un equilibrio tra due assi principali: tecnologia e umanità.

  1. Coach. I grandi coach motivano, ispirano, e coinvolgono i loro team prendendosi cura di ciascun membro. Allo stesso modo, ai leader del futuro sarà richiesto di valorizzare i propri dipendenti come individui, al di là del loro ruolo di lavoratori. Solo così possono aiutarli a dare il meglio di sé.
  2. Futurista. Guardare più in là di ogni orizzonte visibile è l’imperativo categorico del nostro secolo. I futuristi sono quelle persone che si assicurano, con le loro visioni, che le organizzazioni non siano colte alla sprovvista da ciò che il futuro riserva loro. Il nostro mondo è in continuo cambiamento e, pertanto, i futuristi devono considerare molteplici scenari e immaginare seguendo più possibilità. Ed è questa la skill considerata la più importante dagli oltre 140 intervistati da Jacob Morgan.
  3. Teenager Tecnologico. Ormai lo abbiamo capito: se si vuole capire i trend più fluidi delle nuove tecnologie bisogna guardare ai Millenials e soprattutto alla Gen Z. Sono sempre aggiornati e per loro avere a che fare con le novità tech è un processo del tutto spontaneo. Così deve essere anche per i leader del 2021, che dovranno sempre più porre la tecnologia a servizio della azienda, dimostrandosi loro stessi… digitally fluent.
  4. Traduttore. Esiste davvero un comunicatore migliore di chi traduce da un’altra lingua? I traduttori ascoltano attentamente per capire cosa si sta dicendo, e fanno di tutto per comprenderlo. Usano la comunicazione verbale e non verbale per creare connessioni con le persone e conoscono il modo migliore per fare arrivare un messaggio. Ascoltare e comunicare sono due competenze senza tempo per un buon leader.
  5. Yoda. Per decenni, i leader hanno evitato accuratamente di mostrare emotività, quasi fosse una debolezza. Ma le cose stanno cambiando. In futuro dovranno dimostrarsi emotivamente intelligenti, proprio come il personaggio storico di Star Wars: empatia e consapevolezza di sé saranno elementi chiavi. Per costruire connessioni, senza timore di essere vulnerabili. Per comprendere come si sente chi ci sta attorno sul lavoro, desideri, prospettive, paure. Solo se si conoscono i propri punti di forza e di debolezza si potranno aiutare gli altri a comprendere e agire sui propri.