Il social network professionale sta vivendo un vero e proprio boom e racconta di come il lavoro si possa trovare – ma attenzione: anche perdere! – grazie a rete e social media. Ma come utilizzarlo al meglio?

Quando penso a LinkedIn mi viene subito alla mente una storia pazzesca: quella di un imprenditore che ha sfidato convenzioni, luoghi comuni, il suo stesso percorso professionale per cambiare corso alla sua vita e in fondo a quella di centinaia di suoi collaboratori. Questo imprenditore è Luigi Galimberti, che in Toscana ha acceso un’impresa partendo da una serra idroponica hi-tech. Coltivare pomodori, insalate ed erbe aromatiche in uno spazio superaccessoriato con sistemi di controllo a distanza. Il tutto ottimizzando le risorse impiegate e salvaguardando le colture da contaminazioni esterne, monitorando le prestazioni grazie all’analisi dei dati legati alla condizione climatica e del terreno. Un’intuizione diventata solida realtà, quella di Sfera Agricola. E pensare che tutto è partito da un contatto su LinkedIn: è sul social network professionale che Luigi Galimberti ha trovato il suo investitore. “Stiamo ripensando l’agricoltura con le potenzialità della tecnologia. Nel mio primo lavoro ho iniziato con un furgoncino e un operaio, come tanti in Italia nel settore dell’edilizia. Poi però ho dovuto chiudere l’azienda nel 2009 e ho deciso di cambiare. Non è facile innovare con il trattore e l’aratro, occorre innestare nell’agricoltura le migliori tecniche di management”, mi ha raccontato Galimberti in un’intervista che gli ho fatto su Startupitalia.

LinkedIn come occasione professionale di contatto, in un momento nel quale i contatti, quelli fisici come le strette di mano, ci sono preclusi. Ma l’occasione per essere tale implica preparazione, motivazione, tenacia. E ancora una buona dose di fortuna. Però la chiave è lavorare sul proprio personal branding. Diciamo chiaramente: negli anni del potere editoriale diffuso ciascuno di noi diventa un media di se stesso per veicolare storie, esperienze, identità. È un percorso complicato, talvolta ostile, che implica coerenza nella modalità di esposizione, costanza in ciò che si propone, autenticità nelle parole e nei toni scelti. Oggi da più parti il suggerimento è di implementare i social – e quindi anche LinkedIn – nella propria strategia. Ed ecco allora da dove nasce questo post. In fondo è la sintesi di più fonti: una delle ultime lette è quella di Social Media Explorer, che ha tracciato i consigli per elaborare un’efficace attività per governare le proprio pagine su LinkedIn. Così ho pensato di scrivere un personale decalogo su come “abitare” al meglio il social network professionale per eccellenza. Un post con personali consigli pratici.

Consiglio 1. Mettici la faccia. La tua. Il profilo e i post su LinkedIn vanno scritti in prima persona: in fondo raccontano qualcosa di te e soprattutto ciò che fai. Adotta uno stile colloquiale, autentico, diretto, ma al contempo professionale.

Consiglio 2. Proponi storie avvincenti. La differenza la fanno sempre i contenuti, ciò che scrivi e come lo scrivi. Ci vogliono storie autentiche, credibili, coinvolgenti. Storie che possano suscitare interesse.

Consiglio 3. Integra con foto e video i tuoi post. Oggi ciò che più funziona è la parte di stream. Nei contenuti che rilanci o che scrivi inserisci foto o video, quindi racconti multimediali che possano generare attenzione.

Consiglio 4. Coinvolgi la tua community. Ogni post sul tuo stream deve essere un invito all’azione. Chiedi in maniera autentica che chi ti segue esprima un parere su ciò che hai pubblicato, avvia una discussione.

Consiglio 5. Non monologhi ma dialoghi. Si lega al punto precedente, ma implica il coinvolgimento della community e l’intercettare quei micro-influencer che si occupano in dettaglio dei tuoi argomenti di interesse. Quindi dedicati ad una nobile pratica, sui social e non solo: ascoltare. E poi parla con chi ti scrive, rispondi alle mail e ai commenti.

Consiglio 6. Vietato fare spam. Una cattiva pratica che si sta diffondendo su LinkedIn è l’invio via mail di offerte commerciali, suggerimenti promozionali, company profile dell’azienda per la quale si lavora, persino curriculum vitae. Sbagliato: queste comunicazioni generano l’effetto contrario in chi le riceve. La miglior promozione è ciò che scrivi o rilanci di te stesso.

Consiglio 7. Unisciti a gruppi di interesse. Di più, aprine uno. Più è tematico, specifico e verticale e più potrà suscitare attenzione. Oggi i gruppi su LinkedIn – e più in generale in tutti questi social network di conversazione – diventano rilevanti perché segmentano. Più partecipi alle conversazioni attraverso questi gruppi, più sarai visto come un membro prezioso della nicchia, qualcuno il cui contenuto vale la pena leggere.

Consiglio 8. Pubblica contenuti esclusivi, non solo rilanci di contenuti terzi. Sfrutta la funzione Pulse e diventa blogger con contenuti più approfonditi. E nel farlo scrivi con competenza e semplicità, in modo autorevole e al contempo autentico. E soprattutto scrivi e posta con costanza.

Consiglio 9. Completa con hashtag e menzioni. In ogni post, a seconda degli argomenti che tratti, inserisci come chiave di ricerca hashtag e tag delle persone alle quale ti riferisci. Genererai un meccanismo virtuoso di rilanci.

Consiglio 10. Restituisci. Scommetti sulla reciprocità, ossia impegnati nella condivisione di contenuti mirati. E poi studia. Un consiglio di lettura: il libro “LinkedIn”, scritto da Cristiano Carriero e Luca Conti per Hoepli. “Oggi il tempo da dedicare alle piattaforme, nel caso specifico a LinkedIn, deve essere prima di tutto un tempo di qualità (…) Una buona immagine si alimenta con il lavoro, con le buone relazioni, con l’educazione digitale”, hanno scritto Conti e Carriero nella prefazione. Buona lettura!

@gpcolletti