Chi è e cosa fa uno dei profili più richiesti in ambito tech, risultato anche tra quelli “a prova di pandemia”

Per Linkedin il software developer, o sviluppatore software, è decisamente un evergreen. In crescita costante negli ultimi anni fra le richieste dei profili IT, questa figura professionale fa parte secondo il social network di quella categoria lavorativa “a prova di pandemia”: un sottoinsieme di professionisti che non solo ha confermato il trend positivo del periodo precedente, ma che anzi ha aumentato il proprio appeal durante i mesi di emergenza, probabilmente complice la forte spinta alla digitalizzazione arrivata con lo smart working. E la richiesta di sviluppatori è destinata ad aumentare ancora: secondo le previsioni elaborate da EY, ManpowerGroup Italia e Pearson nell’ambito della ricerca dedicata alle Professioni 2030, il 2020 ha segnato un +6,6% per la tendenza occupazionale dei software developer, che salirà al 7,1% nel 2025 e al 7,4% nel 2030. Una delle ragioni è che il software developer è un professionista estremamente duttile, in grado di spaziare da un ambito all’altro: dall’industria all’e-commerce, dai dispositivi mobili ai videogiochi. Ecco perché.

Chi è e cosa fa il software developer

Il software developer è la figura che realizza un programma informatico, partecipando a tutte le fasi del ciclo di vita del software. È sostanzialmente la mente creativa dietro ogni programma per computer: in gergo più tecnico, è colui che realizza e codifica soluzioni ICT e scrive le specifiche di prodotti ICT conformemente ai requisiti del cliente (la definizione è dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale). Il suo compito è quindi quello di assicurare la realizzazione e l’implementazione di applicazioni ICT, delle quali contribuisce sia alla pianificazione sia al disegno. Lo sviluppatore software si occupa anche di programmi di diagnostica, progetta e scrive codici per sistemi operativi con l’obiettivo di assicurare il massimo della funzionalità e dell’efficienza. Gli si può chiedere di programmare un sistema gestionale, ma anche di sviluppare un software di automazione industriale, oppure un software per l’e-commerce, o ancora programmi per la visualizzazione e l’analisi di big data, applicazioni per dispositivi mobili, un firmware o un antivirus, e videogiochi. Utilizza diversi linguaggi di programmazione (Java, Javascript e Python sono quelli più diffusi), ed è in grado di curare sia il front end (l’interfaccia con cui un utente interagisce), sia il back end (la parte di software necessario a far funzionare il programma, con database e sistemi operativi).

Come si diventa software developer

È chiaro quindi che uno sviluppatore di software deve possedere un ampio ventaglio di competenze per riuscire ad assolvere a tutti i suoi compiti, che comprendono anche la capacità di correggere gli errori di sistema (debugging), la parte di user experience design e la redazione della documentazione tecnica del software. In genere un software developer è laureato in Informatica o in Ingegneria informatica, discipline che meglio preparano all’apprendimento dei vari linguaggi di programmazione (oltre a quelli citati sopra, anche PHP, .NET, Ruby, C#) e che forniscono al professionista una conoscenza approfondita del software a tutto tondo. Data la costante evoluzione del panorama dell’information technology, per rimanere competitivo uno sviluppatore di software deve continuamente aggiornarsi partecipando a workshop e corsi extra dedicati.

Quali competenze servono a uno sviluppatore

Tra le sue competenze hard principali ci sono naturalmente, oltre ai linguaggi di programmazione e alla progettazione di applicazioni software, la conoscenza di modelli di gestione della programmazione (Waterfall, Agile, Scrum…), di software testing e debugging, di ambienti di sviluppo integrati (IDE, Integrated Development Environment). È un mestiere però che, dicono le previsioni EY, ManpowerGroup e Pearson, nei prossimi anni affronterà un grado consistente di ibridazione e quindi, oltre alle skills più tecniche, necessiterà anche una preparazione più trasversale in termini di: comunicazione e media, capacità di persuasione, abilità nella gestione del proprio tempo e di quello altrui. E fra le competenze aggiuntive sulle quali investire annovera anche un’attitudine a produrre idee insolite e creative per risolvere un problema e una spiccata propensione alla ricerca di soluzioni per le esigenze degli altri. Uno scenario complesso che Experis ha rappresentato con l’analisi “Take your Seat”, il quadrante che fotografa lo scenario degli sviluppatori/developers in relazione alla richiesta sul mercato all’innovatività del linguaggio.

Quanto guadagna un software developer

Le previsioni di Experis, brand di ManpowerGroup, dicono che, insieme al Machine Learning Specialist e al Cloud Architect, il developer sarà una delle figure IT più ricercate ancora nei prossimi anni. Ma quanto guadagna un professionista del genere? Come spesso accade anche nell’ambito tech, ci sono differenze cospicue tra paese e paese. Per esempio, negli Stati Uniti la paga media annuale si aggira sui 100mila dollari, stando alle ultime stime elaborate dal portale Glassdoor. Cifra che in Italia si riduce drasticamente di oltre due terzi, arrivando ai 30mila euro all’anno per un profilo con 3/5 anni di esperienza.