L’intervista ad Alberto Birolini, managing director dell’azienda leader della logistica nel mondo

Il boom dell’e-commerce ha cambiato profondamente il comparto della logistica in Italia, dando una spinta fortissima all’ammodernamento. Che passa attraverso una supply chain più corta, l’aumento delle scorte e quindi degli spazi dei magazzini, e una manodopera più specializzata, gestita direttamente dalle società di logistica e non più in sub-appalto alle cooperative. 

In Fiege logistics Italia, effettivamente, tutto ciò sta accadendo: l’azienda guidata dal managing director Alberto Birolini ha chiuso il 2020 con un fatturato di oltre 112 milioni di euro, una crescita del 30% trainata dai volumi dell’e-commerce, e superfici gestite più che raddoppiate in un anno, da 200 mila mq a oltre 450 mila mq nei cinque stabilimenti di Arese (Milano), Stradella (Pavia), Castel San Giovanni (Piacenza), Roma e Nogarole Rocca (Verona). Proprio in quest’ultimo sito è stato avviato un progetto di direct management particolarmente innovativo per il settore logistico, con l’assunzione diretta di oltre mille lavoratori a tempo indeterminato e personale somministrato da agenzie interinali. Un progetto, quello del direct management, che si differenzia rispetto al comparto della logistica in Italia che, come detto, tipicamente si avvale di società cooperative.

 “Insomma, la logistica fa un passo in più. Già all’estero”, commenta Birolini, “lavoravamo con personale diretto, affidandoci all’esterno solo per i picchi di lavoro. In Italia, invece, c’erano i grandi brand che affidavano la logistica in outsourcing a un gruppo di logistica che a sua volta dava in outsourcing la gestione dei magazzini alle cooperative. Ora si cambia. Al momento in Fiege logistics Italia lavorano in totale circa 3.500 persone, di cui la metà è composta da personale diretto. Proprio per il passaggio alla gestione diretta del personale”, commenta Birolini, “stiamo cercando figure professionali legate al mondo HR su più livelli. E poi selezioniamo risorse specializzate nella gestione progettuale con diverse sfaccettature, nella parte informatica, tecnica, nel project management. In Fiege ci saranno centinaia di posti di lavoro che verranno creati nei prossimi mesi, sia nei magazzini, sia negli uffici corporate.”. 

 

IL BOOM DELL’E-COMMERCE
La tendenza era già in atto da qualche anno. Ma la pandemia ha fatto esplodere l’e-commerce pure in Italia. E, ovviamente, nessuno della filiera della logistica era pronto, “poiché non è stato possibile un aumento repentino delle superfici, e neppure l’implementazione rapida di nuovi processi di automazione. E quindi”, dice Birolini, “gli effetti immediati nel breve termine sono stati: strutturarsi per gestire l’emergenza in sicurezza, con il distanziamento, l’allungamento dei turni, un lavoro su più turni senza che i diversi gruppi si potessero incrociare; e poi, seconda cosa, abbiamo inserito nuovo personale, operazione più semplice e a effetto immediato. Col tempo, invece, l’aumento delle superfici dei magazzini diventerà costante e quindi la logistica dovrà organizzarsi strutturalmente per aumentare la capacità produttiva e gli spazi”.
In questi mesi, ad esempio, Fiege logistics sta ragionando su una serie di nuovi progetti di automazione e ha aperto un nuovo magazzino a Stradella e un nuovo magazzino a Castel San Giovanni, “luoghi dove siamo già presenti con altri magazzini”.
Il sito di Nogarole Rocca gestisce la logistica di Zalando, e poi Fiege collabora con zara.com, servendo i negozi principali e il mercato dell’e-commerce,zooplus.it, specializzato nel pet food, e altri clienti di e-commerce di vini, tipo Tannico o vino.com.
“La contract logistic, la logistica conto terzi, è in espansione notevole”, prosegue Birolini, “soprattutto nell’e-commerce dove servono competenze specifiche del personale e in cui ci sono picchi stagionali ed eventi tipo il black friday”.

Certo, nella logistica i progetti di digitalizzazione e automazione avanzano, “ma l’automazione non riduce il personale. L’automazione può consentire di fare cose che prima non si potevano fare, o di farle in spazi più limitati. Ma il fattore umano nella logistica resta sempre decisivo. Nel mondo fashion, ad esempio, ci sono accessori, calzature, vestiti appesi, vestiti sdraiati. Qui la robotica è di utilità inferiore rispetto ad altri settori più automatizzabili e l’uomo rimane indispensabile”, conclude il managing director di Fiege logistics Italia.